Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!
E’ diventato il tema del giorno: una tipica storia da sotto l’ombrellone! O nelle piazze, vie e giardini di Alife, dove la gente si riversa durante “ ’a staggione” (così chiamiamo l’estate ad Alife) a prendere il fresco.
Ieri, alcuni amici mi hanno segnalato un articolo con un commento al “fatto”, pubblicato su un sito d’informazione online. Un “commento”, attenzione. Cioè una riflessione sulla vicenda che mi vede coinvolto ad Alife per presunti abusi edilizi.
Buona cosa. Lo dico senza sarcasmo. La riflessione è l’origine del confronto, della discussione, della conoscenza. “Conoscere per deliberare” è la seconda delle “prediche inutili” (se ricordo bene) del Presidente Einaudi.
Essendone parte in causa, mi piace rispondere: dire la mia.
Prima, però, devo fare una considerazione su un fatto amministrativo.
Buongiorno Caserta, edizione di oggi, pubblica l’articolo “Di Muccio pronta a revocare le deleghe a Santagata e Marabese”. Si legge «da indiscrezioni che circolano in questi giorni, il vicesindaco reggente, Maddalena Di Muccio, ha non solo firmato ma tiene pronti gli atti di revoca da notificare ai due consiglieri della maggioranza del “Toro” che si sono dichiarati indipendenti nelle scorse settimane ….».
Stiamo prevaricando ogni limite. E questo mi sollecita ancora di più la proposta di un “governo tecnico” per Alife. Tre della Maggioranza che si allontanano (ho già chiesto: ma hanno “consegnato” le deleghe?) è seria sintomatologia di rottura, di frantumazione insomma di fallimento dell’attuale “reggenza” ex lege del Comune di Alife.
L’ho già detto. Un “governo tecnico”, condiviso da Maggioranza e Opposizione, significa fare una Giunta con assessori esterni (diversi cioè dai Consiglieri che sono stati eletti), però condivisi da Maggioranza e Opposizione. Un governo tecnico, condiviso da maggioranza (Toro) e opposizione (Vivi Alife e Leali), permetterebbe di assumere ogni tipo di decisione, anche decisioni “difficili”. E ad Alife oggi c’è bisogno di prendere decisioni impopolari, e per questo difficili, molto difficili. E con gli ultimi fatti che sono successi, le previsioni climatiche sono davvero torride!
Mettiamo che la Di Muccio veramente arrivi a revocare le deleghe: e poi che cosa succederà? Le ri-attribuirà secondo una sua scelta? E gli altri consiglieri (di maggioranza) resteranno a guardare? Stiamo prevaricando ogni limite.
La situazione è particolarmente delicata: a cominciare dalla mia posizione. Sto riflettendo se autosospendermi (ma lo si può fare?) o addirittura dimettermi da Consigliere comunale per la vicenda ben nota. Non l’ho fatto ancora, perché non ho ricevuto nessuna comunicazione ufficiale neanche da parte del comune (che ne so, per esempio l’avvio del procedimento amministrativo a mio carico), né ho ricevuto ancora una condanna!!!!. E intanto voglio vedere la sorte degli altri Consiglieri comunali (tutti a partire dal vicesindaco), alcuni dei quali pure hanno costruito come me e forse più di recente. Come già dicevo l’altro giorno, penso che l’iniziativa di accertamento del Funzionario riguardi tutti i Consiglieri comunali e io sia stato solo il primo. Se non è così, veramente questa storia finirebbe per essere letta come un attacco personale….. Invece un accertamento su tutti i Consiglieri comunali sarebbe davvero una cosa buona e giusta.
Mamma mia che caldo! Scusatemi un attimo…. apro la finestra!
Cambio argomento.
Torno all’articolo che mi è stato segnalato.
Questo il titolo: «Alife. Replica il consigliere comunale Cirioli alla vicenda del paventato abuso edilizio che lo rigaurda» (deve essere un refuso: leggasi “riguarda”).
L’articolo contiene ampi passi del mio intervento sul blog del 29 giugno e la Lettera indirizzata al Funzionario del Comune di Alife. Il commento è collocato in coda all’articolo. Lo riporto, con le mie risposte.
«Difficilmente entriamo nel merito di situazioni come quella che oggi vedono il consigliere comunale Daniele Cirioli, oggetto di una richiesta di accertamento. Certo anche la richiesta di per se, così formulata, nelle motivazioni appare singolare se non altro.
Ma un altro punto è quello che noi sentiamo non di criticare, per carità, ma quantomeno per noi è opinabile. Che cosa significa: "Chi non (ha, ndr) mai peccato scagli la prima pietra?" E soprattutto i "peccati" non si pesano, non hanno una diversa qualifica, forse rilevanza si, ma sentirsi dire chi non ha mai peccato scagli la prima pietra, per lo meno per noi risulta davvero un'affermazione opinabile appunto e soprattutto, pur meritevole di rispetto in quanto opinione altrui, non condivisibile.»
“I peccati non si pesano… forse hanno una diversa rilevanza”: c’è qualcosa di controverso in queste affermazioni. Forse – giustamente – si contraddicono.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra: io mi sento di ripeterla questa frase e di sottoscriverla nuovamente (ma sapete chi l’ha detta??? E a voi sembra un tipo opinabile, Lui?). Non riesco a capire perché per l’Autore dell’articolo sia “opinabile” e “non condivisibile”. Forse è perché la sua tesi non è argomentata: facile a lanciare un editto senza supportarlo con una giustificazione! Perché è “opinabile” e “non condivisibile”?
Chi è senza peccato scagli la prima pietra: io mi ritengo – e mi sono sempre ritenuto - un grandissimo peccatore. Perciò la mia vita è un continuo sforzo a “non peccare più”, confidando sulla promessa che “laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia”. La realtà del peccato è propria dell’uomo. Ma non tutti i peccati sono pari e tali: vanno valutati in base alla loro gravità. Ci sono peccati “mortali” e peccati “veniali”; ci sono delitti e furti; ci sono violazioni che non toccano l’altrui proprietà (o libertà) e violazioni che si concretizzano proprio nell’appropriazione della proprietà (o libertà) altrui (anche quando si chiami Stato); in edilizia ci sono irregolarità (sanabili) e abusi (non sanabili).
Io mi ritengo un grande peccatore. L’ho scritto anche nel blog: non sapevo che dovevo chiedere il “certificato di abitabilità” e non l’ho fatto. Non è questa una mancanza? Chi è senza peccato scagli la prima pietra: chi non ha mai ricevuto una multa o una sanzione per violazione del codice della strada? Chi, almeno una volta, non ha fatto un acquisto e si è reso “complice” del negoziante non richiedendo lo scontrino fiscale? Chi non le prova tutte per cercare di pagare meno tasse? Chi non si è mai fatto fare un certificato medico “fasullo” per un giorno di ferie sul lavoro? Chi, almeno una volta, non ha “dimenticato” di allacciare le cinture di sicurezza? Chi, almeno una volta, non ha portato suo figlio in macchina, in moto o in bici senza le dovute precauzioni (precauzioni per legge, perché quelle paterne/materne sono sempre presenti)? Potrei continuare all’infinito: chi è senza peccato, scagli la prima pietra!
Io mi ritengo un grande peccatore, l’ho scritto sul blog, perché per esempio vado spesso in bici, controsenso e contromano (questo lo vieta il Codice della Strada). Lo stesso, però, non l’ho mai fatto in auto né sull’autostrada del Sole: perché?
Torno all’articolo.
«Infine, ma non da ultimo, stante quanto emerge dalle pubblicazioni del sito dello stesso dott. Cirioli, (http://www.vivialife.it/) il documento alla stampa era facilmente prelevabile proprio dallo stesso portale e ancor più in quel documento si evince chiaramente il nome ed il cognome della congiunta del consigliere comunale.»
Questa parte dell’articolo – chiedo scusa all’Autore – forse ha bisogno di essere un po’ delucidata. Da quanto capisco io (se mi sbaglio l’Autore mi correggerà), si riferisce alle mie osservazioni “sulla sicurezza dei dati comunali”, laddove nei mie interventi (blog e lettera al comune) pongo la domanda su come sia finita quella richiesta del Funzionario (indirizzata alla Procura della Repubblica a al Comando dei Carabinieri) in mano ai quotidiani. E si riferisce inoltre alle mie lamentele (nei confronti del Corriere di Caserta) per violazione della privacy, specialmente per quanto riguarda la pubblicazione del nome di mia moglie. L’articolo sostiene che il documento era facilmente prelevabile proprio dal mio portale (detto tra di noi: sono tre giorni che "ho risposto" al fatto di domenica, e il Corriere di Caserta non si è accorto di niente....a buon intenditore, poche parole!!!) . Ma come ci è finito su quel (mio) portale? Certo che ce l’ho messo io: ma chi me lo ha dato? Certo che mi è arrivato da una delle redazioni dei quotidiani. Ed ecco il punto: come ci è finito in mano a quelle redazioni?
Per quanto riguarda il nome di mia moglie, mi sono appellato alla privacy ma in realtà, come ho ben sottolineato nell’intervento sul blog, per me resta un’azione di “scostumatezza” quella che ha fatto il Corriere di Caserta.
Ultima annotazione: non capisco perché in questa parte dell’articolo vengo indicato come “il dott. Cirioli”……
Vado avanti con la chiusura dell’articolo.
«Ci siamo permessi di entrare appena nel merito, solo perché la vicenda è oggetto di cronaca ed è pubblica. Per il resto ci riportiamo alla cronaca dei fatti, fornendo quanto più notizie possibili».
Sono contento che la vicenda sia stata presa in considerazione, e sia stata pure commentata. Già l’ho detto. Una raccomandazione mi preme fare in ultimo. Mi riferisco all’ultima frase: fornire quanto più notizie possibili. La regola basilare per chi voglia fare il giornalista (cioè per chi voglia fornire notizie) è verificare, riverificare e verificare ancora quello che si vuole raccontare. Prima di raccontarlo, ovviamente.
Buona giornata.
Ciao, Daniele.
PS
Il 5 luglio mi scade una Cartella di pagamento di Equitalia (euro 233,40) per irregolarità sulla dichiarazione dei redditi (Unico 2007).
Ma succedono pure a voi queste cose?
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