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martedì 11 ottobre 2011

Good morning, Alife

Amici miei vicini e lontani, buongiorno.

Il tema “mensa” è sempre caldo! Ieri pomeriggio, dopo l’ennesima email ricevuta a commento dell’avvio della mensa scolastica, ho deciso di pubblicarne una. Non l’avessi mai fatto: ha suscitato un vespaio di polemiche e di contestazione che non potete immaginarvi: sarà per il tono forse un po’ troppo duro del Cittadino Alifano, a molti ha dato fastidio quelle cose che sono state dette.

A me dispiace, lo dico sinceramente. Ma stiamo qui anche per questo, cioè per dare voce agli Alifani sulle cose che succedono nella nostra comunità. Secondo me, sentire la voce degli alifani (buona o cattiva; di approvazione o di disapprovazione) è una fortuna ed una risorsa allo stesso tempo, sia per noi della Minoranza che per la Maggioranza che sono al governo della nostra città: perché ci aiutano a capire le cose che vanno, quelle che non vanno e quelle che si vorrebbe che andassero diversamente.
Per esempio, sono decine e decine le segnalazioni che arrivano sul problema del parziale distacco dell’energia elettrica presso i plessi scolastici (Alife, San Michele e Totari) e il campo sportivo. L’Enel, a quanto pare, avanza dal Comune centinaia di migliaia di euro per bollette non pagate negli anni passati (se ricordo bene, anche del 2006). Noi avevamo avvertito e scritto di questa situazione già sul secondo numero del Giornalino dell’Associazione ViviAlife. Insomma, elementi per stare un po’ su di giri, incavolati, anche (o forse soprattutto) con i vecchi amministratori, gli alifani ne hanno a sufficienza.

Tornando al tema della mensa, anch’io ho avuto modo di criticare, con un Consigliere di Maggioranza, la sorte che ha avuto l’appalto per quest’anno scolastico. Non per una questione di “Ditta” vincitrice, attenzione!!! Qui nessuno sta mettendo in dubbio la bontà e la legittimità della “gara”; né sta discutendo sulla “qualità” del servizio o dei prodotti!
La mia critica è per una questione….diciamo di “politica economica territoriale”. La preoccupazione è questa: l’anno scorso si vendevano in media 250 (o forse più) blocchetti di mensa al mese; ognuno costava 57,60 euro. Dunque, mensilmente i Cittadini alifani spendevano per la mensa circa 15 mila euro che a fine anno, in totale, significava una cifra attorno ai 150/200 mila euro. Che fine facevano questi soldi? In parte andavano a retribuire il servizio degli addetti alla mensa, in parte venivano spesi per l’acquisto dei prodotti alimentari: acqua, frutta, pasta, carne, etc., con acquisti fatti presso negozianti di Alife. Dunque, c’era un ritorno economico per il territorio. Adesso che a vincere l’appalto mensa è stata una Ditta “forestiera” – e non me ne voglia! – è chiaro che questi acquisti con una certa probabilità verranno spostati laddove è più conveniente e più semplice farli per la stessa ditta (anche lì vale, poi, il discorso di “politica territoriale”).

Insomma, sembrerà ciò poca cosa, ma secondo me poteva essere fatto qualcosa in più per salvaguardare la possibilità di affidare ancora l’incarico alle mamme alifane e soprattutto per far sì che “i soldi” degli alifani rimanessero ad essere spesi qui, presso i negozianti di Alife. Se si voleva fare, andava fatto a monte, nel predisporre il Bando di appalto così da “favorire” il territorio: ecco dove c’entra la volontà politica! Forse è una cosa che la Legge non consente di fare? Questo non lo so! Cioè lo so, ma lo non voglio dire! (Mamma mia e come son diventato cattivo!)

Mi fermo qua chiedendo scusa a quanti, direttamente o indirettamente, si sono sentiti offesi delle parole del “Cittadino Alifano”.

Buona giornata.
Ciao, Daniele.

PS
Giorni fa, il 30 settembre, in un comunicato stampa, avevamo chiesto al Sindaco un “gesto distensivo” sulle offese, personali e politiche, che ci erano arrivate da alcuni siti web (compreso il blog del Sindaco), mediante la pubblicazione di un “Comunicato Stampa del Sindaco” sul Consiglio comunale del 29 settembre. Noi suggerivamo, ad esempio, un Comunicato stampa di smentita. Ad oggi, 11 ottobre, non abbiamo ricevuto risposta. Chiediamo, gentilmente, un cenno, un misero cenno di risposta, affermativa o negativa che sia. Grazie.

Good morning, Alife

Amici miei vicini e lontani, buongiorno.

Il tema “mensa” è sempre caldo! Ieri pomeriggio, dopo l’ennesima email ricevuta a commento dell’avvio della mensa scolastica, ho deciso di pubblicarne una. Non l’avessi mai fatto: ha suscitato un vespaio di polemiche e di contestazione che non potete immaginarvi: sarà per il tono forse un po’ troppo duro del Cittadino Alifano, a molti ha dato fastidio quelle cose che sono state dette.

A me dispiace, lo dico sinceramente. Ma stiamo qui anche per questo, cioè per dare voce agli Alifani sulle cose che succedono nella nostra comunità. Secondo me, sentire la voce degli alifani (buona o cattiva; di approvazione o di disapprovazione) è una fortuna ed una risorsa allo stesso tempo, sia per noi della Minoranza che per la Maggioranza che sono al governo della nostra città: perché ci aiutano a capire le cose che vanno, quelle che non vanno e quelle che si vorrebbe che andassero diversamente.
Per esempio, sono decine e decine le segnalazioni che arrivano sul problema del parziale distacco dell’energia elettrica presso i plessi scolastici (Alife, San Michele e Totari) e il campo sportivo. L’Enel, a quanto pare, avanza dal Comune centinaia di migliaia di euro per bollette non pagate negli anni passati (se ricordo bene, anche del 2006). Noi avevamo avvertito e scritto di questa situazione già sul secondo numero del Giornalino dell’Associazione ViviAlife. Insomma, elementi per stare un po’ su di giri, incavolati, anche (o forse soprattutto) con i vecchi amministratori, gli alifani ne hanno a sufficienza.

Tornando al tema della mensa, anch’io ho avuto modo di criticare, con un Consigliere di Maggioranza, la sorte che ha avuto l’appalto per quest’anno scolastico. Non per una questione di “Ditta” vincitrice, attenzione!!! Qui nessuno sta mettendo in dubbio la bontà e la legittimità della “gara”; né sta discutendo sulla “qualità” del servizio o dei prodotti!
La mia critica è per una questione….diciamo di “politica economica territoriale”. La preoccupazione è questa: l’anno scorso si vendevano in media 250 (o forse più) blocchetti di mensa al mese; ognuno costava 57,60 euro. Dunque, mensilmente i Cittadini alifani spendevano per la mensa circa 15 mila euro che a fine anno, in totale, significava una cifra attorno ai 150/200 mila euro. Che fine facevano questi soldi? In parte andavano a retribuire il servizio degli addetti alla mensa, in parte venivano spesi per l’acquisto dei prodotti alimentari: acqua, frutta, pasta, carne, etc., con acquisti fatti presso negozianti di Alife. Dunque, c’era un ritorno economico per il territorio. Adesso che a vincere l’appalto mensa è stata una Ditta “forestiera” – e non me ne voglia! – è chiaro che questi acquisti con una certa probabilità verranno spostati laddove è più conveniente e più semplice farli per la stessa ditta (anche lì vale, poi, il discorso di “politica territoriale”).

Insomma, sembrerà ciò poca cosa, ma secondo me poteva essere fatto qualcosa in più per salvaguardare la possibilità di affidare ancora l’incarico alle mamme alifane e soprattutto per far sì che “i soldi” degli alifani rimanessero ad essere spesi qui, presso i negozianti di Alife. Se si voleva fare, andava fatto a monte, nel predisporre il Bando di appalto così da “favorire” il territorio: ecco dove c’entra la volontà politica! Forse è una cosa che la Legge non consente di fare? Questo non lo so! Cioè lo so, ma lo non voglio dire! (Mamma mia e come son diventato cattivo!)

Mi fermo qua chiedendo scusa a quanti, direttamente o indirettamente, si sono sentiti offesi delle parole del “Cittadino Alifano”.

Buona giornata.
Ciao, Daniele.

PS
Giorni fa, il 30 settembre, in un comunicato stampa, avevamo chiesto al Sindaco un “gesto distensivo” sulle offese, personali e politiche, che ci erano arrivate da alcuni siti web (compreso il blog del Sindaco), mediante la pubblicazione di un “Comunicato Stampa del Sindaco” sul Consiglio comunale del 29 settembre. Noi suggerivamo, ad esempio, un Comunicato stampa di smentita. Ad oggi, 11 ottobre, non abbiamo ricevuto risposta. Chiediamo, gentilmente, un cenno, un misero cenno di risposta, affermativa o negativa che sia. Grazie.

venerdì 22 luglio 2011

La Corte dei conti ha messo sotto controllo la nostra Amministrazione

Come dice quel proverbio, aiutatemi: “stavo bene, per stare meglio…..” oh, non riesco a ricordarmi come finisce. Vabbè, lasciamo stare.

La situazione, amici miei, è catastrofica!

Nell’ultimo Consiglio comunale, il Sindaco ha sostenuto di approvare il Rendiconto 2009 in quanto aveva avuto “garanzie” dalla Corte dei conti (senza però meglio precisare quali fossero queste “garanzie”). Queste "garanzie" gli sarebbero arrivate durante una riunione a Napoli il 28 giugno.

Quella riunione, a Napoli, presso la Corte dei conti, c’è stata effettivamente: un’adunanza pubblica. Però, le cose sembrano essere andate un pochino diversamente da come sono state raccontate dal Sindaco.... almeno stando a quanto dichiara il Collegio Regionale di controllo per la Campania.

Non mi va di aggiungere nulla di personale alla vicenda: non comment! Aspetto che il Sindaco convochi il Consiglio comunale ed è lì che ne parleremo. Quel Consiglio comunale lo “deve” convocare: è obbligato a farlo perché, in quanto Presidente del Consiglio comunale, è tenuto a rappresentare al Consiglio comunale la Pronuncia della Corte dei conti, depositata il 12 luglio scorso. Infatti, la pronuncia è indirizzata al “Presidente del Consiglio comunale di Alife” (quindi a tutto il Consiglio comunale), oltre che al Sindaco e al Revisore dei conti.

Non aggiungo commenti personali, ma vi invito a leggere quanto scritto dalla Corte dei conti in quella Pronuncia. Preciso solamente che la Pronuncia è una severa ammonizione al Sindaco e al Revisore dei conti (e, quindi, a tutta l’Amministrazione comunale) in quanto effettuata ai sensi della legge n. 266/2005 la quale stabilisce che “Le sezioni regionali di controllo della Corte dei conti, qualora accertino (…) comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria o il mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto, adottano specifica pronuncia e vigilano sull'adozione da parte dell'ente locale delle necessarie misure correttive e sul rispetto dei vincoli e limitazioni posti in caso di mancato rispetto delle regole del patto di stabilità interno”.



Questa è la parte relativa alle comunicazioni del Sindaco alla Corte dei conti:
«Nelle more della convocazione della Sezione per l’odierna adunanza, il neo eletto Sindaco di Alife rendeva noto che il Consiglio comunale era stato convocato, per il giorno 30 giugno 2011, per discutere ed approvare il Rendiconto dell’esercizio 2009 “da allegare al Bilancio di previsione 2011 all’esame del successivo Consiglio comunale”.
Contestualmente, il Sindaco assicurava il suo impegno nel trovare soluzione alle problematiche di carattere organizzativo che avrebbero ostacolato, sin dallo scioglimento del precedente Organo consiliare, l’adozione tempestiva degli atti necessari a garantire la dovuta trasparenza e completezza di informazioni nelle sessioni di Bilancio. Assicurava, altresì, di voler improntare la nuova programmazione su base quinquennale, mantenendo la stretta correlazione tra entrate e uscite attraverso l’aggiornamento delle tariffe, il controllo della spesa e il rinnovo degli affidamenti esterni dei servizi, di cui le numerose proroghe costituivano il sintomo della “estrema precarietà nella gestione di tutte le Aree del comune



Questa è la parte relativa alle comunicazioni del Revisore dei conti:
«In pari data, anche il Revisore dell’Ente faceva pervenire le proprie deduzioni, sottolineando come il ritardo nell’invio dei questionari relativi al Rendiconto 2008 e 2009 fosse “conseguente solo alla paralisi dell’Organo preposto all’esame ed approvazione dei Rendiconti, conditio sine qua non per la predisposizione dei predetti questionari da parte dell’Organo di revisione”, mentre, con riguardo al tardivo invio del questionario sul Bilancio di Previsione 2010, lo stesso fosse dovuto “al completamento di importanti verifiche che hanno determinato un referto per gravi irregolarità (prot. n. 5750 del 21.05.2010), trasmesso anche a questa Sezione Controllo della Corte (raccomandata A/R del 8.06.2010) oltre che alla Sezione Procura (posta certificata del 01.06.2010 – raccomandata A/R del 09.06.2010)”. »

Se avete letto con attenzione, il Revisore ha scaricato la colpa della mancata approvazione dei Rendiconti sugli “Organi preposti”. Sapete chi sono gli Organi preposti? Sono la Giunta e il Consiglio comunale!

La parte relativa alle comunicazioni del Revisore dei conti continua:

Con l’occasione, l’Organo di revisione dell’Ente segnalava, altresì, che:
“L’attività di collaborazione e verifica da parte del Revisore, è da tempo ormai informata alla presenza quasi quotidiana, spesso richiesta dagli uffici e dagli Organi politici (formalmente e informalmente), proprio a seguito delle difficoltà organizzative in cui si è trovato il comune di Alife a causa della controversa gestione dell’ufficio finanziario…
La cattiva prassi di assidua collaborazione del Revisore instauratasi con l’Ente, al punto di sopperire in adempimenti che rientrano nelle competenze del personale Responsabile, a proprio avviso ha evitato l’attualità di una situazione gestionale più compromessa di quanto oggi non appaia. Certamente esistono numerose criticità, tuttavia realisticamente ad oggi esse non giustificano un’ ipotesi di commissariamento e/o dissesto, in quanto l’Ente non presenta particolari squilibri nella tabella dei parametri che definiscono la deficitarietà strutturale”.»


Ecco la pronuncia della Corte dei conti, nella parte indirizzata al Sindaco:
«Ancorché l’Amministrazione comunale abbia asserito che “l’omessa approvazione del rendiconto non ha avuto ripercussioni negative di rilievo sui processi di programmazione e controllo dell’Ente”, si osserva che la mancata approvazione nei termini del Rendiconto degli esercizi 2009 e 2010 pone l’Amministrazione in una posizione di grave deficit informativo (dovuto a carenze di “analisi riferite ad un adeguato arco di tempo”, come richiesto all’art. 162 TUEL) tale da involgere gli stessi profili di legittimità dell’approvando Bilancio di previsione dell’esercizio 2011 per inosservanza dei principi di veridicità ed attendibilità dei dati contenuti nel documento contabile, stante l’impossibilità per l’Organo di revisione dell’Ente e gli Organi tutori di verificarne sia l’esattezza dei presupposti che la congruità delle stime in relazione agli andamenti storici».

Qui la Corte dei conti sembra proprio rispondere alle parole del Sindaco pronunciate in Consiglio comunale:
«In tale quadro di riferimento, la prevista adozione in limine del Rendiconto dell’esercizio 2009 e del Bilancio di previsione dell’esercizio 2011 da parte del Comune di Alife, per quanto possa valere a scongiurare gli effetti previsti dagli artt. 243 e 141 del TUEL, in tema di controlli sugli Enti locali strutturalmente deficitari e di scioglimento degli Organi consiliari per la mancata approvazione nei termini del Rendiconto e del Bilancio di previsione, non potrà consentire, comunque, di eliminare facilmente gli effetti di una prolungata inerzia gestionale, la cui persistenza si riverbera sulla funzionalità di tutti i settori istituzionali dell’Ente e si traduce nella incapacità di rispettare i limiti di spesa previsti dal Patto di stabilità interno (come avvenuto negli anni 2009 e 2010) oltreché nell’impossibilità di sottrarsi al cumulo delle misure sanzionatorie e limitative previste in tali casi dall’ordinamento (sospensione dell’erogazione di rate del contributo ordinario, riduzione dei trasferimenti erariali, divieto di contrarre nuovi mutui, mancato utilizzo dell’avanzo di amministrazione, limiti di impegno per spese correnti, divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo etc.).»

Qui, infine, la Corte dei conti tira le orecchie (finalmente!!!) al Revisore dei conti:
«Né può essere trascurato il rischio implicito nell’intensificarsi della collaborazione tra l’Amministrazione ed il Revisore dei conti, soprattutto ove questa sconfini in una incongrua partecipazione o asseverazione dell’Organo di revisione all’esercizio dei poteri di amministrazione attiva del Comune, giacché i principi di buon andamento escludono qualsiasi forma di cogestione o coamministrazione dell’Organo di controllo interno in scelte gestionali di esclusiva competenza degli Amministratori dell’Ente


Previsioni meteorologiche: tempeste e temporali sul Comune di Alife!
Buona giornata.
Ciao, daniele.

domenica 3 luglio 2011

Chi per mare va, prende questi...granchi!

Einstein sosteneva che la differenza tra genialità e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti. Come fai a non dargli ragione dopo aver letto il blog del Sindaco Peppino Avecone?

Il Sindaco ha pubblicato ieri (2 luglio) un post in cui afferma che il Consigliere di minoranza Daniele Cirioli (cioè il sottoscritto) avrebbe preso un bel “granchio” sulla competenza a deliberare l’aumento dell’addizionale Irpef. Il riferimento è alla nostra (ripeto “nostra”, non “mia”; nostra cioè del Gruppo Insieme per Alife) “questione pregiudiziale” presentata nell’ultimo Consiglio comunale, e finalizzata a non far votare l’aumento dell’addizionale Irpef sulla base del fatto che la fissazione dell’aumento spetta alla Giunta comunale e non al Consiglio comunale.

Ecco quello che ha scritto Avecone sul suo blog:

«Nella discussione in sede di consiglio del 30 giugno scorso tra la maggioranza, che sosteneva che fosse il consiglio l’organo competente deputato alla deliberazione circa le variazioni dell’aliquota della addizionale comunale all’Irpef, tesi supportata anche dal segretario comunale Riccio, ed il capogruppo di minoranza Cirioli, che sosteneva invece che dovesse essere la giunta comunale a dover deliberare su tali variazioni, si riporta la disposizione legislativa, che conferma il consiglio comunale quale organo competente a poter deliberare su tale materia, dando ragione quindi alla maggioranza Avecone».

Premetto che “tutti” possono sbagliare, anche il gruppo di Minoranza Insieme per Alife oppure il Consigliere Daniele Cirioli: tutti hanno “diritto” a sbagliare. Non per questo, però, meritano un accanimento tale e quale a quello inveito dal Sindaco Avecone nei confronti del “solo” Consigliere Cirioli (siamo alla seconda, dopo i “giochini” ….). Francamente, se anche fosse vero ciò che afferma Avecone, non riesco a capire e non posso giustificare, né tollerare tanto accanimento verso di me, verso la mia persona, visto che il Sindaco ha cura di tenere fuori dal confronto (ed è per la seconda volta) gli altri tre Consiglieri del gruppo di minoranza.

Ma se a sbagliare fosse, invece, ancora una volta Peppino Avecone?
Un noto proverbio dice: errare è umano, perseverare è diabolico!!!
A sbagliare – ahimè! – è ancora il Sindaco Avecone, e con lui tutti i consiglieri, consulenti ed esperti. La cosa più assurda – questo è davvero un “perseverare diabolico” – è che riporta una nota ministeriale in cui viene confermata non la sua di tesi, ma la nostra.

Cerco di fare luce. Anche se, francamente, poiché lor Signori non hanno capito la nostra tesi leggendo la dichiarazione scritta e allegata al verbale del Consiglio comunale (quindi l’hanno potuta leggere e rileggere, studiare e meditare), credo che il Sindaco e il suo staff di consiglieri, consulenti ed esperti difficilmente riusciranno a comprendere ciò che ora provo ulteriormente a spiegare.
E poi mi dispiace un pochino fare questo sforzo. Perché, come dice quel proverbio…. oddio, come fa?…ce l’ho sulla punta della lingua…. aiutatemi… si perde acqua e sapone….vabbé! Lasciamo perdere!
Provo comunque a far luce per un altro motivo: affinché siate Voi a farvi un’idea su chi dice le fesserie.

Allora, molto semplicemente la nostra “questione pregiudiziale” diceva questo: non si può votare l’aumento dell’Irpef perché:
a) il Consiglio comunale non ha competenza a “fissare” la misura della maggiorazione Irpef;
b) il Consiglio comunale ha solo competenza a “deliberare” la maggiorazione”, una volta che sia stata fissata dalla Giunta comunale, con propria delibera, e allegata al Bilancio di previsione.

La legge dice (e la nota richiamata da Avecone conferma) che la misura della maggiorazione deve essere stabilita dalla Giunta comunale, non dal Consiglio comunale. Del resto, ciò risulta logico anche dal punto di vista operativo: come fa il Consiglio comunale a stabilire la misura della maggiorazione Irpef se non ha presente tutti i conti del Comune e del Bilancio di previsione 2011 che viene costruito dalla Giunta? Ecco, allora, che è necessaria “prima” la Delibera della Giunta che fissa l’aumento, perché la Giunta (cioè il “governo” di un Paese) ha in mano i conti delle entrate e delle uscite del Comune; poi, solo dopo, occorre la delibera del Consiglio comunale che approva l’aumento come fissato dalla Giunta.
Lo stesso avviene per tutti i “conti” del Comune: chi fa il Bilancio? E chi il Rendiconto? Il Bilancio e il Rendiconto sono redatti dalla Giunta comunale.

Chi approva (ossia “delibera”) il Bilancio? E chi il Rendiconto? Il Bilancio e il Rendiconto sono approvati (cioè “deliberati”) dal Consiglio comunale.

A riprova di quanto ho detto, riporto due stralci della nostra “questione pregiudiziale”:

«(….) E’ appunto su questa operazione di fissazione della misura di un’imposta che viene sollevata la “eccezione di incompetenza assoluta”. Il Tuel, infatti, attribuisce al Consiglio comunale esclusivamente la competenza sulla “istituzione” e sulla “regolamentazione” di sistemi tariffari, ma non anche sulla fissazione delle relative “tariffe” o “misure” di tasse e imposte. Questa operazione, che determina il quantum del prelievo impositivo, è invece di esclusiva competenza della Giunta comunale. (….)».
« (…) Si aggiunge, infine, che le Deliberazioni relative alle variazioni della misura dei tributi sono di competenza dell’organo esecutivo perché rappresentano elementi, basilari e sostanziali, di manovra economica o di bilancio. (…) Al Consiglio comunale, invece, queste Deliberazioni assunte dalla Giunta comunale vanno sottoposte per un’adeguata discussione, almeno in sede di approvazione del Bilancio poiché rappresentano degli Allegati obbligatori (…) ».

Probabilmente, se Peppino Avecone e i suoi consiglieri, consulenti ed esperti non avessero pregiudizi nei miei riguardi, avrebbero potuto capire il tutto leggendo con calma e serenamente la nostra “questione pregiudiziale”. E magari non l’avrebbero nemmeno votata, così evitando gli strascichi che ora sono costretti a subire.





* * *

Se ciò non dovesse bastare, riporto una piccola esperienza della passata amministrazione.
Nel consiglio comunale del 26 novembre 2009 successe la stessa cosa. L’allora Maggioranza portò in Consiglio comunale la “Approvazione del regolamento sulla concessione in uso beni mobili e immobili e attrezzature comunali da parte di privati, associazioni ed Enti”. Quel Regolamento, però, conteneva qualcosa che andava oltre la mera “regolamentazione”: infatti il Capitolo 4 riportava “le modalità di concessioni e” – soprattutto – “le tariffe”: cioè il prezzo che il singolo cittadino, l’associazione o altri avrebbero dovuto poi pagare per utilizzare i beni e le attrezzature del Comune. Anche allora la Minoranza chiese, con una “questione pregiudiziale”, che le tariffe venissero eliminate dal Regolamento, perché di competenza della Giunta. E così avvenne, con lo stralcio di quell’argomento (le tariffe) dalla delibera in votazione. Se la memoria non mi inganna, a firmare quella “questione pregiudiziale” fu tutta la Minoranza (allora di cinque membri). Perciò, caro Peppino, su queste cose puoi farti illuminare anche da Emilio Del Giudice e da Alfonso Santagata che, nella passata amministrazione, la pensavano esattamente come me. Oppure puoi farti aiutare da Angelo Giammatteo che, nella passata amministrazione, la pensava esattamente come me, come Del Giudice e come Santagata, e votò pure lui per rinviare l’argomento.



* * *

Voglio dare un consiglio al Sindaco. Per questo mi perdonerà Enzo, se lo tiro in ballo. Ecco: so che Enzo Martino, mio amico e stimato professionista (è commercialista e revisore contabile), segue da vicino, molto vicino la nuova amministrazione. Suggerisco a Peppino di chiedere consiglio ad Enzo Martino, prima di mettersi a scrivere quelle cose sul suo blog.



* * *

Voglio dare un altro consiglio al Sindaco. Piuttosto che metterti a divagare in futili tentativi di offese e di screditamento delle persone (nel caso specifico: della mia persona), perché non spieghi ai Cittadini il motivo per cui vuoi far pagare agli Alifani i “debiti” delle passate amministrazioni proprio con l’aumento dell’Irpef? Questo lo ha detto il tuo Assessore Giulio Riccio in consiglio comunale, e tu non lo hai negato!



* * *

Voglio dare ancora un altro consiglio al Sindaco. Fai attenzione a come ti esprimi. Se ti esprimessi così all’Università, magari durante un esame di Diritto amministrativo, con le stesse parole utilizzate sul blog, verresti di sicuro bocciato. Affermi, infatti, “si riporta la disposizione legislativa, che conferma il consiglio comunale …” , etc. etc. e invece pubblichi una circolare ministeriale (la nota 938 del 12 marzo 2007). Ecco: fai attenzione perché c’è differenza tra una “norma di legge” e una “disposizione amministrativa”.



* * *
Caro Peppino,
per il futuro fai attenzione a inventarti interventi come questi. Lo so che hai sempre meno tempo, peraltro. Tu stesso lo dicevi, in Consiglio comunale, che spesso rimani anche di notte sul Comune per risolvere i tanti problemi. Del resto anche io mi ritrovo sempre con meno tempo a disposizione. Pensa: stavo in terrazzo a prendere il sole, stamattina, quando è squillato il cellulare e un amico mi ha riferito di quello che avevi scritto sul blog a mio riguardo. Perciò, ti prego: non cimentarti più in avventure del genere. Non farlo per tre motivi, due che ti riguardano e uno a mio favore. Primo per non perdere altro inutile tempo; secondo per evitare di fare altre figuracce come questa e metterti da solo alla gogna. Terzo, infine, per lasciarmi in pace a prendere la tintarella.

Ciao, daniele.

sabato 25 giugno 2011

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Domenica 15 maggio, la domenica delle votazioni, mentre tornavo a casa da piazza Vessella (ero stato davanti ai seggi elettorali), mi ferma un Signore (che era seduto sul muretto dei giardinetti con una Signora, ch’io ho pensato essere sua moglie) e mi fa: «Cirioli – tendendomi la mano –: comunque vada per lei sarà un successo, perché ha preso quattro voti da una famiglia che nemmeno conosce. Congratulazioni!». Il riferimento, ovvio, era al risultato elettorale che ci sarebbe stato l’indomani e che, come a tutti noto, ha decretato la vittoria di Avecone a Sindaco di Alife con la Lista “Per Alife”.

Quest’episodio (era presente mio cognato) mi è tornato in mente più volte, nei primissimi giorni del dopo elezioni. Giorni di riflessioni. Mi è tornato in mente soprattutto nei momenti di scoramento, quando prepotente mi si presentava il doppio interrogativo: che significa il risultato elettorale e che fare adesso? Già…. che significato attribuire al risultato elettorale e che fare adesso?

Il “galateo” politico (se davvero esiste un galateo in politica) impone una sorta di silenzio, alle opposizioni, durante i primi 100 giorni dall’insediamento. Un periodo di astensione per permettere alla squadra vincente, la
Maggioranza, di organizzarsi al meglio per mettere in atto le nuove linee di programma. Ahimè, questa volta ci siamo visti costretti a disubbidire a questa regola. Ora lo dobbiamo ancora di più, perché il primo Consiglio comunale, fissato a giovedì prossimo 30 giugno, avrà all’ordine del giorno (anche) un tema piuttosto caldo: il Rendiconto 2009. Vi ricordare il Rendiconto 2008…quello delle banane? Beh, stiamo lì!!! Sorridendo mi vien da dire: se il buon giorno si vede dal mattino…. Signori, non uscite senza ombrello!

Torno alla domanda iniziale: che significato attribuire al risultato elettorale e che fare adesso? Sono sincero, come sempre: non riesco a decifrare il risultato elettorale. La sconfitta c’è stata. Eccome, se c’è stata. A conti fatti, 700 e rotte persone hanno preferito la lista di Avecone e non quella di Cirioli: e così, spostando quei voti da una Lista all’altra, si arriva allo scarto di 1.400 e rotti voti che c’è stato tra le due Liste in competizione. Ci ho pensato su più volte: le avessi potute contattare personalmente quelle 700 persone, per cercare di convincerle a votare noi… Poi ho riflettuto su questo: 700 e rotti sono stati anche i voti che, la volta scorsa, hanno preso Vitelli e Di Muccio (anzi, messi insieme, hanno preso di più). Vitelli e Di Muccio, apertamente, hanno appoggiato la Lista di Avecone: li abbiamo visti e notati, infatti, sia nell’avvicinare persone per il voto e sia, durante lo spoglio elettorale, raccogliere i risultati e di quali Consiglieri. La prova del nove di quanto sto dicendo gira su Facebook! Ho riflettuto su questo e mi sono detto: beh, c’era da aspettarselo! Per Vitelli e Di Muccio – che non sono riusciti nemmeno a presentare una Lista (che figuraccia: dopo oltre dieci anni di amministrazione per l’uno e dopo un anno di Sindaco F.F. per l’altra) – poteva essere (ed è stata) la ghiotta occasione per farmela pagare! E questo, allora, sia il mio “grazie”!

A proposito di “grazie”. Stasera c’è la festa della Maggioranza che ha vinto le elezioni, come annuncia il manifesto (appunto) “grazie” affisso per le strade cittadine. Il manifesto spiega, tra l’altro, che la nuova amministrazione e il Sindaco è già al lavoro con lo scopo “di superare sterili polemiche e diatribe”. Mi date una mano, per favore? Mi dite a quali “sterili polemiche e diatribe” si riferiscono?

Torniamo a noi: ho risposto al primo interrogativo (che significato attribuire al risultato elettorale), mi resta da rispondere a secondo: che fare adesso? Qui sono ben più sicuro: lavorare di più! Lavorare di più per convincere (almeno) quei 700 alifani che hanno determinato la vittoria dell’altra Lista!!! Scherzo, ovviamente (non sul lavorare di più!). Adesso bisogna andare avanti. Bisogna andare avanti per il "rispetto dei 1854 voti" che ci hanno dato gli alifani, come uno striscione mi era stato "minacciato" quando ero al massimo dello scoramento. Il nostro impegno (non solo il mio, ma di tutta la squadra di Insieme per Alife: eletti e non eletti) lo abbiamo scritto sui manifesti di ringraziamento: Vi abbiamo detto “grazie” non a disobbligarci, ma promettendo di continuare a portare avanti l’idea di vero rinnovamento della vita culturale, sociale ed economica della nostra Città. Ed è quello che faremo.

In conclusione, questo post che avrei dovuto pubblicare tra qualche mese (dopo i fatidici “100 giorni”) segna la ripresa dell’attività del nostro (e vostro) blog di ViviAlife (il pieno ritmo, comprensibilmente, ci sarà dopo l'estate). Come è evidente, è diventato il blog di “Insieme per Alife”: ancora più forte, più deciso, più a servizio di Alife e degli alifani! Il nostro "Diario di bordo del viaggio quinquennale delle amministrative 2011/2016". Spero di poter continuare ad osservare l’impegno quotidiano del “Good morning, Alife”. Ma, ecco il bello di una squadra affiatata, quando non ci sarà il mio, ci sarà quello di Gianfranco, di Daniela o di Gaetano.

Adesso vi lascio, perché le carte da studiare del prossimo Consiglio comunale sono tantissime.

Auguri a tutti per un futuro migliore, che sia tempo della ricostruzione sociale ed economica della nostra comunità: un tempo di speranza e di risveglio culturale!

Buona domenica.
Ciao, daniele.

venerdì 29 aprile 2011

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Ieri sera c’è stato il nostro primo comizio elettorale, con la presentazione della squadra di “Insieme per Alife” (in altro post, ho pubblicato i nostri interventi). Una “squadra” ci tengo a sottolineare. Un “gruppo” affiatato, coeso e soprattutto ricco di competenze: giusto quello che ci vuole per Alife.

Stamattina, come al solito, dopo aver letto la mia mazzetta di giornali (compresi quelli locali), ho fatto un giro tra i blog su internet. Con sorpresa ho notato un post su “caiazzorinasce” che riguarda il comizio di ieri sera, con tanto di foto che mi ritrae mentre leggo il discorso con la squadra al completo alle spalle.

Che cosa dice questo post? Dice (è il titolo) che “Le elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale le vincerà la lista numero 2 guidata da Peppino Avecone”.

Accidenti! mi sono detto, mentre cresceva la curiosità di capire come era stata fatta questa previsione da stregone. Ho quindi letto l’articolo. Poi l’ho riletto una seconda volta e anche una terza volta. Alla fine mi sono convinto di doverlo replicare. Per due motivi. Primo, per ringraziare l’Autore; e lo dico senza ironia. Devo ringraziarlo perché l’articolo ci approva e ci apprezza: è una lode, infatti, al nostro modo di essere e di (voler) fare. Secondo (però), devo dissentire su parte delle conclusioni: devo farlo per difendere Alife e gli Alifani.

Riguardo a noi, a “Insieme per Alife”, l’articolo dice che siamo “tredici protagonisti”che “sprizzavano e sprizzano onestà amministrativa, intellettuale e soprattutto bontà d’intenti che in un’altra Repubblica, in un altro Stato, sarebbero sicuramente premiati. Purtroppo non qui ad Alife, che non si distingue dagli altri 103 Comuni della Provincia di Caserta, dove il padre in affanno per il figlio 20enne vuole per lui il posto o dove l’imprenditore che ha brama di investire, non vuole lacci e lacciuoli (per rifarci ad un passaggio di Cirioli)”. Beh, sono parole molto lusinghiere nei miei riguardi e nei riguardi della squadra: ringrazio l’Autore.
L’articolo continua affermando “che Cirioli è il candidato ideale in un paese anglosassone dove parliamoci chiaro in tema di civiltà a noi non ci vedono e non ci vedrebbero proprio, mentre Avecone, è più "spartano", più proteso in maniera diretta verso il popolo a cui promette…..”. Ancora grazie tante!

Ma l’Autore che cosa vuole dire con queste parole?

Per far capire la sua tesi spiega: “Basti pensare al presupposto che Avecone rinuncia lui e i futuri consiglieri comunali alle indennità di carica (cosa stasera non ascoltata nel comizio di Cirioli), lanciando un messaggio diretto già ben diverso verso il popolo di Alife (….) Invece caro Daniele è “utopia” pensare ed attuare nel giro di una legislatura ciò che ho sentito”.
Quindi arriva alla conclusione: “Senza rancore, ma libero di pronunciarmi…le elezioni Peppino Avecone le ha già vinte!”.

Tutto sommato mi pare un articolo di elogio della nostra politica. Che è una buona politica, secondo l’Autore, ma non tale da ottenere il “premio” dagli Alifani, cioè l’elezione (e qui mi pare un po’ offensivo per gli Alifani). In pratica, secondo l’Autore il mio gruppo (Insieme per Alife) sarebbe anche un’ottima amministrazione, anzi la squadra giusta per amministrare un Paese “civile”. Però, secondo Lui, a questo tipo di gruppo (onesto, competente, ecc.) il Paese non sarebbe ancora pronto (“come tutti i 103 comuni della provincia di Caserta”), perché gli Alifani (“come tutti i 103 comuni della provincia di Caserta”) correrebbero ancora dietro alle solite promesse, tipo quella che ha fatto Avecone sulla rinuncia “alle indennità di carica”.
Questo non lo condivido. E così arriviamo al secondo punto, cioè alla difesa di Alife e degli Alifani.

Mi creda, l’Autore: gli Alifani non è gente che cadrà facilmente in questo tranello della promessa estemporanea del risparmio dei soldi pubblici! Gli alifani è gente per bene, che vive di proprio lavoro e, quindi, sa che se uno lavora ha diritto alla propria legittima ricompensa. Anche se è un Amministratore. Soprattutto, gli Alifani sanno armeggiare con il bilancino: sanno pesare le parole, le persone e sanno leggere anche dietro le righe dei proclama populisti!
Gli alifani, per esempio, sanno mettere sulla bilancia e pesare le offerte: da una parte la rinuncia all’indennità di carica, ma dall’altra parte la vendita degli immobili comunali! Da che parte penderà la bilancia?

Mi creda, l’Autore: per ora le elezioni le abbiamo vinte (solo) noi. Noi dell’opposizione della uscente amministrazione che siamo riusciti a rimescolare i giochi amministrativi ad Alife dove, da anni, venivano risolti “a tavolino”. Se Alife veramente fosse “come tutti i 103 comuni della provincia di Caserta”, non ci saremmo riusciti. Adesso, però, ci tocca completare il lavoro e ce la stiamo mettendo tutta per farlo; e qui devono aiutarci gli Alifani con il loro voto. Dobbiamo, cioè, prendere in mano l’amministrazione e guidare Alife verso una ripresa sociale ed economica. Per farlo gli Alifani sanno bene che ci vogliono idee e soprattutto persone con “capacità” e “competenze”. Queste qualità, fino a prova contraria, noi le abbiamo dimostrate sul campo, cioè nei Consigli Comunali degli ultimi due anni: ed è quello che gli Alifani hanno visto e toccato con mano. Hanno visto e capito “chi” veramente sta dalla loro parte. Ed è su questo che, guardando alle due squadre, gli alifani decideranno a chi dare il voto.
Ecco, noi siamo sereni dinanzi al giudizio elettorale degli Alifani che ci attende, perché con serenità abbiamo già dato (e non promesso!!!) e con altrettanta serenità ci siamo democraticamente proposti per dare ancora e di più (senza promesse!!!).

Mi creda, l’Autore: “senza rancore, ma libero di pronunciarmi…le elezioni Peppino Avecone”, con la squadra che s’è fatto, le ha già perse!!!

Buona giornata.

Ciao, Daniele.

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Ieri sera c’è stato il nostro primo comizio elettorale, con la presentazione della squadra di “Insieme per Alife” (in altro post, ho pubblicato i nostri interventi). Una “squadra” ci tengo a sottolineare. Un “gruppo” affiatato, coeso e soprattutto ricco di competenze: giusto quello che ci vuole per Alife.

Stamattina, come al solito, dopo aver letto la mia mazzetta di giornali (compresi quelli locali), ho fatto un giro tra i blog su internet. Con sorpresa ho notato un post su “caiazzorinasce” che riguarda il comizio di ieri sera, con tanto di foto che mi ritrae mentre leggo il discorso con la squadra al completo alle spalle.

Che cosa dice questo post? Dice (è il titolo) che “Le elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale le vincerà la lista numero 2 guidata da Peppino Avecone”.

Accidenti! mi sono detto, mentre cresceva la curiosità di capire come era stata fatta questa previsione da stregone. Ho quindi letto l’articolo. Poi l’ho riletto una seconda volta e anche una terza volta. Alla fine mi sono convinto di doverlo replicare. Per due motivi. Primo, per ringraziare l’Autore; e lo dico senza ironia. Devo ringraziarlo perché l’articolo ci approva e ci apprezza: è una lode, infatti, al nostro modo di essere e di (voler) fare. Secondo (però), devo dissentire su parte delle conclusioni: devo farlo per difendere Alife e gli Alifani.

Riguardo a noi, a “Insieme per Alife”, l’articolo dice che siamo “tredici protagonisti”che “sprizzavano e sprizzano onestà amministrativa, intellettuale e soprattutto bontà d’intenti che in un’altra Repubblica, in un altro Stato, sarebbero sicuramente premiati. Purtroppo non qui ad Alife, che non si distingue dagli altri 103 Comuni della Provincia di Caserta, dove il padre in affanno per il figlio 20enne vuole per lui il posto o dove l’imprenditore che ha brama di investire, non vuole lacci e lacciuoli (per rifarci ad un passaggio di Cirioli)”. Beh, sono parole molto lusinghiere nei miei riguardi e nei riguardi della squadra: ringrazio l’Autore.
L’articolo continua affermando “che Cirioli è il candidato ideale in un paese anglosassone dove parliamoci chiaro in tema di civiltà a noi non ci vedono e non ci vedrebbero proprio, mentre Avecone, è più "spartano", più proteso in maniera diretta verso il popolo a cui promette…..”. Ancora grazie tante!

Ma l’Autore che cosa vuole dire con queste parole?

Per far capire la sua tesi spiega: “Basti pensare al presupposto che Avecone rinuncia lui e i futuri consiglieri comunali alle indennità di carica (cosa stasera non ascoltata nel comizio di Cirioli), lanciando un messaggio diretto già ben diverso verso il popolo di Alife (….) Invece caro Daniele è “utopia” pensare ed attuare nel giro di una legislatura ciò che ho sentito”.
Quindi arriva alla conclusione: “Senza rancore, ma libero di pronunciarmi…le elezioni Peppino Avecone le ha già vinte!”.

Tutto sommato mi pare un articolo di elogio della nostra politica. Che è una buona politica, secondo l’Autore, ma non tale da ottenere il “premio” dagli Alifani, cioè l’elezione (e qui mi pare un po’ offensivo per gli Alifani). In pratica, secondo l’Autore il mio gruppo (Insieme per Alife) sarebbe anche un’ottima amministrazione, anzi la squadra giusta per amministrare un Paese “civile”. Però, secondo Lui, a questo tipo di gruppo (onesto, competente, ecc.) il Paese non sarebbe ancora pronto (“come tutti i 103 comuni della provincia di Caserta”), perché gli Alifani (“come tutti i 103 comuni della provincia di Caserta”) correrebbero ancora dietro alle solite promesse, tipo quella che ha fatto Avecone sulla rinuncia “alle indennità di carica”.
Questo non lo condivido. E così arriviamo al secondo punto, cioè alla difesa di Alife e degli Alifani.

Mi creda, l’Autore: gli Alifani non è gente che cadrà facilmente in questo tranello della promessa estemporanea del risparmio dei soldi pubblici! Gli alifani è gente per bene, che vive di proprio lavoro e, quindi, sa che se uno lavora ha diritto alla propria legittima ricompensa. Anche se è un Amministratore. Soprattutto, gli Alifani sanno armeggiare con il bilancino: sanno pesare le parole, le persone e sanno leggere anche dietro le righe dei proclama populisti!
Gli alifani, per esempio, sanno mettere sulla bilancia e pesare le offerte: da una parte la rinuncia all’indennità di carica, ma dall’altra parte la vendita degli immobili comunali! Da che parte penderà la bilancia?

Mi creda, l’Autore: per ora le elezioni le abbiamo vinte (solo) noi. Noi dell’opposizione della uscente amministrazione che siamo riusciti a rimescolare i giochi amministrativi ad Alife dove, da anni, venivano risolti “a tavolino”. Se Alife veramente fosse “come tutti i 103 comuni della provincia di Caserta”, non ci saremmo riusciti. Adesso, però, ci tocca completare il lavoro e ce la stiamo mettendo tutta per farlo; e qui devono aiutarci gli Alifani con il loro voto. Dobbiamo, cioè, prendere in mano l’amministrazione e guidare Alife verso una ripresa sociale ed economica. Per farlo gli Alifani sanno bene che ci vogliono idee e soprattutto persone con “capacità” e “competenze”. Queste qualità, fino a prova contraria, noi le abbiamo dimostrate sul campo, cioè nei Consigli Comunali degli ultimi due anni: ed è quello che gli Alifani hanno visto e toccato con mano. Hanno visto e capito “chi” veramente sta dalla loro parte. Ed è su questo che, guardando alle due squadre, gli alifani decideranno a chi dare il voto.
Ecco, noi siamo sereni dinanzi al giudizio elettorale degli Alifani che ci attende, perché con serenità abbiamo già dato (e non promesso!!!) e con altrettanta serenità ci siamo democraticamente proposti per dare ancora e di più (senza promesse!!!).

Mi creda, l’Autore: “senza rancore, ma libero di pronunciarmi…le elezioni Peppino Avecone”, con la squadra che s’è fatto, le ha già perse!!!

Buona giornata.

Ciao, Daniele.

mercoledì 20 aprile 2011

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Allora ci siamo anche stavolta. Una nuova avventura elettorale, un’avventura da fare “insieme, per Alife”.


C’eravamo lasciati nel mezzo della baraonda della formazione delle Liste elettorali. Si parlava di una dozzina di schemi e di possibili aggregazioni. E invece che cos’è successo? E’ successo che alla fine sono state presentate soltanto 2 Liste: la nostra (è la Lista N. 1) e quella che fa capo a Giuseppe Avecone (“Per Alife”, la Lista N. 2).

Ho trascorso questi primi giorni (dalla presentazione delle Liste e, dunque, dall’assunzione del nuovo impegno elettorale) riflettendo su quello che è successo e che lascio alle spalle e su quello che potrebbe arrivare nel prossimo futuro.
E’ successo tanto. Qualcosa avrebbe fatto piacere a tutti che non fosse mai successo…, ma ahimè è parte integrante della vita…. Il futuro potrebbe riservarci di prendere in mano le redini di guida del nostro Paese. Beh, è quello che mi aspetto vivamente di fare con tutto il gruppo di “Insieme per Alife”.

E’ una “squadra”. Non siamo, infatti, tredici persone che si sono ritrovare lì per caso. No. Il nostro è un “gruppo” affiatato, convinto che solo facendo squadra, solo contando sempre sull’appoggio degli altri dodici che compongono la Lista, si può avere un vero cambiamento per Alife. Tredici persone ciascuna con una propria personalità, con proprie competenze, con un proprio carattere, con proprie aspirazioni…. e tutte (veramente “tutte”) con una spasmodica voglia di “fare” per Alife, per gli alifani e per il futuro della nostra terra.

Sono contento, molto contento, di trovarmi a fare il “capitano” di questa squadra. Sono sicurissimo di aver contribuito a delle scelte giustissime (per il Paese e per il bene comune) nella formazione di questa Lista, e sono certissimo che è una “squadra” (lo ripeto ancora) capacissima di guidare il Paese in questo particolarissimo momento storico. Per competenze e per amore della propria terra.

Buona giornata.
Ciao, Daniele.

martedì 12 aprile 2011

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

La situazione – lo dico con tutta franchezza – è difficile. Molto difficile. C’è una chiara e subdola lotta che mira ad annientarci.

Le carte adesso sono scoperte e tutte sul tavolo. Quattro le principali aggregazioni: il gruppo che fa riferimento a Peppino Avecone; il gruppo che si rifà all’attuale maggioranza con Maddalena Di Muccio, a quanto mi risulta, “investita” ufficialmente dal Partito (PDL) di formare la squadra; il gruppo che candida a sindaco Eugenio Petruzziello; il nostro gruppo di ViviAlife.

Abbiamo provato a fare un’alleanza con il gruppo Avecone, ma non ci siamo riusciti. Confermo, dunque, che stiamo fuori dalla Lista che Avecone sta costruendo con PD e SEL.
Ce l'ho messa tutta. Ho fatto il mio “passo indietro”(vi ricordate quando mi accusavano: “Cirioli vuole fare solo il Sindaco”?); dall’altra parte, però, chi doveva fare o far fare altrettanto ha fatto orecchie da mercante (scusate il gioco di parole). Se poi mi si vuole addebitare che, “per il bene del Paese”, io debba mortificare anche le mie idee allora non ci sto più! E vi prego di risparmiarmi questa morale da mezza lira: resto per i fatti miei, dopo che ho già troppo umiliato me stesso!

Proviamo a trovare una morale da questa storia. P
erché spetta solamente me e a ViviAlife fare sacrifici? Perché spetta solo a me e a ViviAlife fare il “passo indietro”? Perché solo a me e a ViviAlife e non anche agli altri?

Buona giornata.
Ciao, Daniele.

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

La situazione – lo dico con tutta franchezza – è difficile. Molto difficile. C’è una chiara e subdola lotta che mira ad annientarci.

Le carte adesso sono scoperte e tutte sul tavolo. Quattro le principali aggregazioni: il gruppo che fa riferimento a Peppino Avecone; il gruppo che si rifà all’attuale maggioranza con Maddalena Di Muccio, a quanto mi risulta, “investita” ufficialmente dal Partito (PDL) di formare la squadra; il gruppo che candida a sindaco Eugenio Petruzziello; il nostro gruppo di ViviAlife.

Abbiamo provato a fare un’alleanza con il gruppo Avecone, ma non ci siamo riusciti. Confermo, dunque, che stiamo fuori dalla Lista che Avecone sta costruendo con PD e SEL.
Ce l'ho messa tutta. Ho fatto il mio “passo indietro”(vi ricordate quando mi accusavano: “Cirioli vuole fare solo il Sindaco”?); dall’altra parte, però, chi doveva fare o far fare altrettanto ha fatto orecchie da mercante (scusate il gioco di parole). Se poi mi si vuole addebitare che, “per il bene del Paese”, io debba mortificare anche le mie idee allora non ci sto più! E vi prego di risparmiarmi questa morale da mezza lira: resto per i fatti miei, dopo che ho già troppo umiliato me stesso!

Proviamo a trovare una morale da questa storia. P
erché spetta solamente me e a ViviAlife fare sacrifici? Perché spetta solo a me e a ViviAlife fare il “passo indietro”? Perché solo a me e a ViviAlife e non anche agli altri?

Buona giornata.
Ciao, Daniele.

giovedì 7 aprile 2011

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!


Oh, niente da fare: nessuno si fa scoprire! Eppure manca poco più di una settimana alla scadenza del termine per la presentazione delle Liste (ricordo che questo termine va dalle ore 8:00 di venerdì 15 aprile alle ore 12:00 di sabato 16 aprile).

Però c’è un gran fermento….
Penso che il Bar Olimpico non ha mai venduto tanti caffè quanto in questi giorni. Eh già, perché quando vuoi fare un “incontro” per parlare di “politica” non c’è miglior invito di: “ci prendiamo un caffè?”. Oppure “non ti rubo tanto tempo: giusto il tempo di prendere un caffè!”. E alla sera, passeggiando per Alife, senti un dolce profumino di “camomilla”: l’antidodo naturale del caffè per poter dormire.

Il giro d’affari sul caffè, poi, è destinato a crescere per un certo “indotto”. Perché, ad ogni “incontro” degno di tale nome, è sempre presente un terzo incomodo: la spia! C’è gente, infatti, che ha il compito specifico di seguire e tenere sott’occhio “chi” si muove e soprattutto con “chi altri” si incontra. Ma perché? Boh!

Perciò, oltre ai due caffè dell’incontro ufficiale, scatta sempre un terzo (e a volte anche un quarto) caffè per la persona che va a controllare. “Uèè ciao, come mai da queste parti?”, è il saluto ufficiale della Spia. Che subito aggiunge: “Tutto bene?Ah scusate: stavate parlando?” A queste parole, ti viene la voglia di dirgli: “scusa non lo vedi che ‘stavamo parlando’? E allora perché ti sei intrufolato nel discorso?”.
Ma non puoi farlo: stai in politica! E allora ti limiti a stare al gioco e a rispondergli: “Ma nooo! Figurati! Stavamo solo prendendo un caffè e chiacchierando un po’!”. E quindi scatta l’invito: “A proposito: tu che prendi?”. Alla fine, dunque, chi ha promosso l’incontro si trova con un conto di almeno tre o quattro caffè!

Mediamente, un Politico di razza fa dai 10 a 20 incontri a giornata: calcolate voi quanto costa fare il Politico ad Alife!

Ma che ci volete fare: questa è la vita! Oddio dimenticato: devo chiudere! Alle 18:30 devo prendere un caffè con Carla.
State comodi, non vado al Bar Olimpico.
Carla è mia moglie, che mi chiama dalla cucina.

Buona giornata.
Ciao, Daniele.

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!


Oh, niente da fare: nessuno si fa scoprire! Eppure manca poco più di una settimana alla scadenza del termine per la presentazione delle Liste (ricordo che questo termine va dalle ore 8:00 di venerdì 15 aprile alle ore 12:00 di sabato 16 aprile).

Però c’è un gran fermento….
Penso che il Bar Olimpico non ha mai venduto tanti caffè quanto in questi giorni. Eh già, perché quando vuoi fare un “incontro” per parlare di “politica” non c’è miglior invito di: “ci prendiamo un caffè?”. Oppure “non ti rubo tanto tempo: giusto il tempo di prendere un caffè!”. E alla sera, passeggiando per Alife, senti un dolce profumino di “camomilla”: l’antidodo naturale del caffè per poter dormire.

Il giro d’affari sul caffè, poi, è destinato a crescere per un certo “indotto”. Perché, ad ogni “incontro” degno di tale nome, è sempre presente un terzo incomodo: la spia! C’è gente, infatti, che ha il compito specifico di seguire e tenere sott’occhio “chi” si muove e soprattutto con “chi altri” si incontra. Ma perché? Boh!

Perciò, oltre ai due caffè dell’incontro ufficiale, scatta sempre un terzo (e a volte anche un quarto) caffè per la persona che va a controllare. “Uèè ciao, come mai da queste parti?”, è il saluto ufficiale della Spia. Che subito aggiunge: “Tutto bene?Ah scusate: stavate parlando?” A queste parole, ti viene la voglia di dirgli: “scusa non lo vedi che ‘stavamo parlando’? E allora perché ti sei intrufolato nel discorso?”.
Ma non puoi farlo: stai in politica! E allora ti limiti a stare al gioco e a rispondergli: “Ma nooo! Figurati! Stavamo solo prendendo un caffè e chiacchierando un po’!”. E quindi scatta l’invito: “A proposito: tu che prendi?”. Alla fine, dunque, chi ha promosso l’incontro si trova con un conto di almeno tre o quattro caffè!

Mediamente, un Politico di razza fa dai 10 a 20 incontri a giornata: calcolate voi quanto costa fare il Politico ad Alife!

Ma che ci volete fare: questa è la vita! Oddio dimenticato: devo chiudere! Alle 18:30 devo prendere un caffè con Carla.
State comodi, non vado al Bar Olimpico.
Carla è mia moglie, che mi chiama dalla cucina.

Buona giornata.
Ciao, Daniele.

martedì 5 aprile 2011

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Nessuno scopre le carte, allora! Mancano meno di 15 giorni alla scadenza del termine per la presentazione, ma di Liste e di Candidati non se ne sente parlare per niente. Chi sta con Di Franco? E chi con Di Muccio? Vitelli la fa una sua squadra? Zeppetelli ha chiuso la sua Lista? E Avecone? E ViviAlife? Boh! Top secret! Tutti con la bocca chiusa per benino.

Voi che ne pensate di tutto questo…. mistero?
Secondo me la risposta è molto più semplice di quanto possa apparire.
C’è silenzio perché nessuno è ancora pronto con una Lista chiusa e definitiva. Tutti stanno (stiamo) ancora con le Liste “aperte”: non si sa mai, all’ultimo istante arriva il “cavallo” buono oppure un accordo “pesante” ….!
Di Franco, Di Muccio, Vitelli, Zeppetelli, Avecone e Cirioli: alcuni o anche tutti loro potrebbero alla fine ritrovarsi non candidati a Sindaco, oppure candidati a Consigliere comunale, oppure non candidati affatto!

Rispetto a due anni fa, la situazione è completamente diversa. Ricordo che già a metà del mese di Aprile – e allora si votò il 6 e 7 giugno - erano noti i nomi dei candidati a Sindaco e parte di quelli alla carica di Consigliere. Oggi invece? Niente! Addirittura è difficile fare previsioni sul solo “numero” delle Liste che verranno presentate.
La situazione è davvero complessa.
Poi c’è quella suspance che va creata attorno ad ogni Lista tenendo segrete le proprie mosse. “La politica si fa di notte!”, dicono in molti. Sarà che ne so poco, ma questa di doversi incontrare di notte e di nascosto non l’ho mica capita!

Manca ancora poco: speriamo che passi presto.

Buona giornata.
Ciao, Daniele.

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Nessuno scopre le carte, allora! Mancano meno di 15 giorni alla scadenza del termine per la presentazione, ma di Liste e di Candidati non se ne sente parlare per niente. Chi sta con Di Franco? E chi con Di Muccio? Vitelli la fa una sua squadra? Zeppetelli ha chiuso la sua Lista? E Avecone? E ViviAlife? Boh! Top secret! Tutti con la bocca chiusa per benino.

Voi che ne pensate di tutto questo…. mistero?
Secondo me la risposta è molto più semplice di quanto possa apparire.
C’è silenzio perché nessuno è ancora pronto con una Lista chiusa e definitiva. Tutti stanno (stiamo) ancora con le Liste “aperte”: non si sa mai, all’ultimo istante arriva il “cavallo” buono oppure un accordo “pesante” ….!
Di Franco, Di Muccio, Vitelli, Zeppetelli, Avecone e Cirioli: alcuni o anche tutti loro potrebbero alla fine ritrovarsi non candidati a Sindaco, oppure candidati a Consigliere comunale, oppure non candidati affatto!

Rispetto a due anni fa, la situazione è completamente diversa. Ricordo che già a metà del mese di Aprile – e allora si votò il 6 e 7 giugno - erano noti i nomi dei candidati a Sindaco e parte di quelli alla carica di Consigliere. Oggi invece? Niente! Addirittura è difficile fare previsioni sul solo “numero” delle Liste che verranno presentate.
La situazione è davvero complessa.
Poi c’è quella suspance che va creata attorno ad ogni Lista tenendo segrete le proprie mosse. “La politica si fa di notte!”, dicono in molti. Sarà che ne so poco, ma questa di doversi incontrare di notte e di nascosto non l’ho mica capita!

Manca ancora poco: speriamo che passi presto.

Buona giornata.
Ciao, Daniele.

venerdì 1 aprile 2011

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Lì per lì, stamattina, ho pensato che si trattasse di un pesce d’aprile, quando ho aperto il browser e letto la solita, quotidiana, e-mail con la "rassegna stampa". Apro la posta elettronica, infatti, e leggo: “Comunali, Di Muccio ha deciso: farà la sua lista”. “Davveroooo!”, è stata l'esclamazione. Ma poi ho riflettuto, con fare furbesco: “di certo Luigi mi sta facendo lo scherzetto del 1° aprile”. E invece no. Davvero la notizia è riportata dalla Gazzetta di Caserta: il Sindaco F.F. si candida a Sindaco (senza F.F.) di Alife.

A questo punto, allora, possiamo aggiornare il pallottoliere dei conti delle Liste. Se non dimentico nessuno (eventualmente, me ne scuso in anticipo), le Liste in formazione sono non inferiori a otto! Ve le riporto, pregandovi di correggermi se sbaglio:


  1. la Lista di ViviAlife;

  2. la Lista del dr. Zeppetelli; la notizia è apparsa sulla Gazzetta di Caserta e non è stata mai smentita. Pertanto è legittimo ritenere che sia vera. L’articolo, peraltro, aveva tanto di firma e non può quindi ritenersi “frutto della fantasia del giornalista”;

  3. la Lista del dr. Di Franco; voci di corridoio dicono che sia la Lista di riferimento dell’attuale Maggioranza, con il placet del Partito (il Pdl). Ma se è così perché non viene per niente pubblicizzata? Per esempio, con un articolo o un manifesto di presentazione ai Cittadini? Legittimo sospetto o impedimento?

  4. la Lista del dr. Avecone; (le considerazioni valgono anche per il punto 5 che segue) il gruppo che fa capo al dr. Avecone sta partecipando al “tavolo” promosso dal PD di Alife, unitamente al gruppo SEL di Alife e al gruppo Olpac, sempre di Alife (Totari). Pertanto, potrebbe anche venir fuori una decisione per un’unica Lista che vede unite le diverse forze in campo; si attendono, dunque, sviluppi della vicenda;

  5. la Lista del PD; (vedi considerazioni sul punto 4 precedente);

  6. la Lista dell’avv. Petruzziello;

  7. la Lista di “Forza del Sud” che, notizia di qualche giorno fa, ha avviato un “Tavolo permanente per la stesura del Programma e la formazione della lista”;

  8. la Lista del Sindaco F.F. Di Muccio; la notizia, come detto, è apparsa stamattina sulla Gazzetta di Caserta. Aspettiamo domani per vedere se c’è smentita, cioè se si è trattato di un ….pesce d’aprile! (incrociamo le dita, per scaramanzia!!!)

Ma ve la immaginate Voi una campagna elettorale con 8 Liste? Tutto sommato, sarebbe una cosa magnifica! Pensate: non basterebbe una settimana (che è di sette giorni) a coprire con le serate gli spazi per i comizi: in alcuni giorni ne potrebbero capitare anche due!
Finalmente il “bene comune” al centro del presente ….(?!=!??!==) .

Ave o Maria...
Santa Maria...

Buona giornata.
Ciao, Daniele.

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Lì per lì, stamattina, ho pensato che si trattasse di un pesce d’aprile, quando ho aperto il browser e letto la solita, quotidiana, e-mail con la "rassegna stampa". Apro la posta elettronica, infatti, e leggo: “Comunali, Di Muccio ha deciso: farà la sua lista”. “Davveroooo!”, è stata l'esclamazione. Ma poi ho riflettuto, con fare furbesco: “di certo Luigi mi sta facendo lo scherzetto del 1° aprile”. E invece no. Davvero la notizia è riportata dalla Gazzetta di Caserta: il Sindaco F.F. si candida a Sindaco (senza F.F.) di Alife.

A questo punto, allora, possiamo aggiornare il pallottoliere dei conti delle Liste. Se non dimentico nessuno (eventualmente, me ne scuso in anticipo), le Liste in formazione sono non inferiori a otto! Ve le riporto, pregandovi di correggermi se sbaglio:


  1. la Lista di ViviAlife;

  2. la Lista del dr. Zeppetelli; la notizia è apparsa sulla Gazzetta di Caserta e non è stata mai smentita. Pertanto è legittimo ritenere che sia vera. L’articolo, peraltro, aveva tanto di firma e non può quindi ritenersi “frutto della fantasia del giornalista”;

  3. la Lista del dr. Di Franco; voci di corridoio dicono che sia la Lista di riferimento dell’attuale Maggioranza, con il placet del Partito (il Pdl). Ma se è così perché non viene per niente pubblicizzata? Per esempio, con un articolo o un manifesto di presentazione ai Cittadini? Legittimo sospetto o impedimento?

  4. la Lista del dr. Avecone; (le considerazioni valgono anche per il punto 5 che segue) il gruppo che fa capo al dr. Avecone sta partecipando al “tavolo” promosso dal PD di Alife, unitamente al gruppo SEL di Alife e al gruppo Olpac, sempre di Alife (Totari). Pertanto, potrebbe anche venir fuori una decisione per un’unica Lista che vede unite le diverse forze in campo; si attendono, dunque, sviluppi della vicenda;

  5. la Lista del PD; (vedi considerazioni sul punto 4 precedente);

  6. la Lista dell’avv. Petruzziello;

  7. la Lista di “Forza del Sud” che, notizia di qualche giorno fa, ha avviato un “Tavolo permanente per la stesura del Programma e la formazione della lista”;

  8. la Lista del Sindaco F.F. Di Muccio; la notizia, come detto, è apparsa stamattina sulla Gazzetta di Caserta. Aspettiamo domani per vedere se c’è smentita, cioè se si è trattato di un ….pesce d’aprile! (incrociamo le dita, per scaramanzia!!!)

Ma ve la immaginate Voi una campagna elettorale con 8 Liste? Tutto sommato, sarebbe una cosa magnifica! Pensate: non basterebbe una settimana (che è di sette giorni) a coprire con le serate gli spazi per i comizi: in alcuni giorni ne potrebbero capitare anche due!
Finalmente il “bene comune” al centro del presente ….(?!=!??!==) .

Ave o Maria...
Santa Maria...

Buona giornata.
Ciao, Daniele.

mercoledì 30 marzo 2011

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Ieri, dunque, c’è stata la riunione dei Capigruppo sulla proposta della Società Beghelli per la “sostituzione armature stradali tradizionali con tecnologia a BILAMPADA E DIMMERAZIONE”.
Eravamo tutti presenti: oltre me per ViviAlife, erano presenti Roberto Vitelli per “il Toro” e Alfonso Santagata per “Leali per Alife”.
Nella riunione, a cui hanno partecipato anche il Sindaco F.F. e l’Assessore Pezzullo (qualche capatina l’ha fatta pure l’Assessore Rao), ci è stata illustrata la proposta da parte di una Referente della società Beghelli.

In cosa consiste la proposta?
Si chiama Progetto “IL PALO DELLA LUCE BEGHELLI”. Consiste in questo: la Società Beghelli provvede a sostituire 724 lampioni stradali con le nuove armature che contengono una luce normale (attaccata alla rete elettrica) e una luce di emergenza (nei casi in cui manca l’energia). Attenzione; la sostituzione riguarda SOLO i “lampioni” (vedi immagine in alto), cioè la parte superiore, posta in alto al termine del normale “palo” della luce che vediamo per le nostre strade. Il “palo”, invece, NON viene cambiato: peccato, perché molti pali sono pieni di ruggine e stanno cadendo o sono caduti come è successo nel tratto Porta Roma – Porta Fiume!
Nella sostituzione dei 724 lampioni, inoltre, non sono comprese le lampade del centro storico (ossia quelle in ferro, a forma di lanterne).
La proposta, ancora, prevede la manutenzione di tutte le nuove lampade per la durata di 20 (venti) anni. (!!!)

Quanto costa al Comune?
Stando alla proposta Beghelli (clicca sull'immagine in basso per vederla), la sostituzione e la manutenzione per 20 anni dei lampioni costa al Comune la somma complessiva di 1.086.000,00 euro(un milione e 86 mila euro) da pagarsi in canoni annuali di 54 mila 300 euro, in rate semestrali (27.150,00 euro cadauna). In termini unitari, ogni lampione costa 75 euro all’anno SOLO per la manutenzione Beghelli; oltre ai 75 euro, il Comune deve poi normalmente pagare l’energia elettrica (la bolletta dell’Enel).

Perché dovrebbe convenire al Comune?
La proposta della Beghelli contiene anche una “simulazione del risparmio energetico della pubblica illuminazione” con una “comparazione dei costi”. Ed è su questo risparmio energetico che l’operazione (il progetto Palo Beghelli) dovrebbe convenire al Comune. Ecco i dati con riferimento a 384 lampioni da 150 W SAP e 340 lampioni da 250 W SAP (in totale, appunto, 724 lampioni). Secondo la Beghelli, attualmente, il Comune di Alife spende in un anno:

  1. euro 99.100,00 di energia elettrica;

  2. euro 19.048,00 di manutenzione dei lampioni (cambio lampadina, etc.)

  3. TOTALE EURO 118.148,00
Con il progetto Beghelli il Comune andrebbe a risparmiare il 43% di energia elettrica, cosicché da euro 99.100,00 arriverebbe a spendere euro 56.487,00 all’anno. La proposta spiega che questo è il “risparmio energetico medio del 43% con utilizzo della dimmerazione del 25% sulla metà delle ore di funzionamento”. Capito? In definitiva, aderendo al progetto Beghelli il Comune spenderebbe 56.487,00 euro all’anno di energia elettrica (e non 99.100,00), ma dovrebbe pagare un canone di manutenzione di euro 54.300,00: alla fine verrebbe a risparmiare 7.361 euro all’anno (147.220,00 euro sui 20 anni) togliendo anche i 19.048,00 euro che oggi paga (secondo Beghelli) per la manutenzione ordinaria.


L’esito della riunione.
La riunione dei Capigruppo era finalizzata a prendere una decisione “concorde”, così da portare l’iniziativa Beghelli in Consiglio comunale e approvarla all’unanimità. Il Capogruppo Alfonso Santagata ha assicurato la disponibilità del gruppo “Leali per Alife”; lo stesso ha fatto il Capogruppo Roberto Vitelli per il gruppo “il Toro”. Unica nota stonata – come al solito – è stata la mia, per conto di ViviAlife. Ho detto di essere assolutamente contrario all’iniziativa per la seguente ragione: “ad un mese dalle votazioni non si possono prendere decisioni che vincolano il Comune per 20 anni. Pertanto, non essendoci un termine per aderire al Progetto Beghelli (questo l’ho chiesto appena arrivato in riunione), appare più giusto che la decisione venga presa dalla futura amministrazione che sarà eletta il 16 e 17 maggio prossimo”.


Oltre questo, poi, ho sollevato qualche obiezione in ordine alla esattezza della simulazione fatta dalla società Beghelli . Per esempio ho chiesto conferma sulla consistenza dei costi Enel sopportati oggi dal Comune…. (anche Vitelli ha mostrato qualche perplessità). Ho chiesto se la rata annuale (75 euro per lampione) potesse ancora essere oggetto di ribasso; e mi è stato risposto che ha già avuto un ribasso: da 90 a 75 euro. Allora ho fatto notare che, se il canone fosse rimasto a 90 euro, il Comune ci avrebbe “rimesso” e non risparmiato dal progetto. Insomma…. un’iniziativa del genere va studiata e ponderata meglio prima di essere approvata.



Buona giornata.
Ciao, Daniele.



Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Ieri, dunque, c’è stata la riunione dei Capigruppo sulla proposta della Società Beghelli per la “sostituzione armature stradali tradizionali con tecnologia a BILAMPADA E DIMMERAZIONE”.
Eravamo tutti presenti: oltre me per ViviAlife, erano presenti Roberto Vitelli per “il Toro” e Alfonso Santagata per “Leali per Alife”.
Nella riunione, a cui hanno partecipato anche il Sindaco F.F. e l’Assessore Pezzullo (qualche capatina l’ha fatta pure l’Assessore Rao), ci è stata illustrata la proposta da parte di una Referente della società Beghelli.

In cosa consiste la proposta?
Si chiama Progetto “IL PALO DELLA LUCE BEGHELLI”. Consiste in questo: la Società Beghelli provvede a sostituire 724 lampioni stradali con le nuove armature che contengono una luce normale (attaccata alla rete elettrica) e una luce di emergenza (nei casi in cui manca l’energia). Attenzione; la sostituzione riguarda SOLO i “lampioni” (vedi immagine in alto), cioè la parte superiore, posta in alto al termine del normale “palo” della luce che vediamo per le nostre strade. Il “palo”, invece, NON viene cambiato: peccato, perché molti pali sono pieni di ruggine e stanno cadendo o sono caduti come è successo nel tratto Porta Roma – Porta Fiume!
Nella sostituzione dei 724 lampioni, inoltre, non sono comprese le lampade del centro storico (ossia quelle in ferro, a forma di lanterne).
La proposta, ancora, prevede la manutenzione di tutte le nuove lampade per la durata di 20 (venti) anni. (!!!)

Quanto costa al Comune?
Stando alla proposta Beghelli (clicca sull'immagine in basso per vederla), la sostituzione e la manutenzione per 20 anni dei lampioni costa al Comune la somma complessiva di 1.086.000,00 euro(un milione e 86 mila euro) da pagarsi in canoni annuali di 54 mila 300 euro, in rate semestrali (27.150,00 euro cadauna). In termini unitari, ogni lampione costa 75 euro all’anno SOLO per la manutenzione Beghelli; oltre ai 75 euro, il Comune deve poi normalmente pagare l’energia elettrica (la bolletta dell’Enel).

Perché dovrebbe convenire al Comune?
La proposta della Beghelli contiene anche una “simulazione del risparmio energetico della pubblica illuminazione” con una “comparazione dei costi”. Ed è su questo risparmio energetico che l’operazione (il progetto Palo Beghelli) dovrebbe convenire al Comune. Ecco i dati con riferimento a 384 lampioni da 150 W SAP e 340 lampioni da 250 W SAP (in totale, appunto, 724 lampioni). Secondo la Beghelli, attualmente, il Comune di Alife spende in un anno:

  1. euro 99.100,00 di energia elettrica;

  2. euro 19.048,00 di manutenzione dei lampioni (cambio lampadina, etc.)

  3. TOTALE EURO 118.148,00
Con il progetto Beghelli il Comune andrebbe a risparmiare il 43% di energia elettrica, cosicché da euro 99.100,00 arriverebbe a spendere euro 56.487,00 all’anno. La proposta spiega che questo è il “risparmio energetico medio del 43% con utilizzo della dimmerazione del 25% sulla metà delle ore di funzionamento”. Capito? In definitiva, aderendo al progetto Beghelli il Comune spenderebbe 56.487,00 euro all’anno di energia elettrica (e non 99.100,00), ma dovrebbe pagare un canone di manutenzione di euro 54.300,00: alla fine verrebbe a risparmiare 7.361 euro all’anno (147.220,00 euro sui 20 anni) togliendo anche i 19.048,00 euro che oggi paga (secondo Beghelli) per la manutenzione ordinaria.


L’esito della riunione.
La riunione dei Capigruppo era finalizzata a prendere una decisione “concorde”, così da portare l’iniziativa Beghelli in Consiglio comunale e approvarla all’unanimità. Il Capogruppo Alfonso Santagata ha assicurato la disponibilità del gruppo “Leali per Alife”; lo stesso ha fatto il Capogruppo Roberto Vitelli per il gruppo “il Toro”. Unica nota stonata – come al solito – è stata la mia, per conto di ViviAlife. Ho detto di essere assolutamente contrario all’iniziativa per la seguente ragione: “ad un mese dalle votazioni non si possono prendere decisioni che vincolano il Comune per 20 anni. Pertanto, non essendoci un termine per aderire al Progetto Beghelli (questo l’ho chiesto appena arrivato in riunione), appare più giusto che la decisione venga presa dalla futura amministrazione che sarà eletta il 16 e 17 maggio prossimo”.


Oltre questo, poi, ho sollevato qualche obiezione in ordine alla esattezza della simulazione fatta dalla società Beghelli . Per esempio ho chiesto conferma sulla consistenza dei costi Enel sopportati oggi dal Comune…. (anche Vitelli ha mostrato qualche perplessità). Ho chiesto se la rata annuale (75 euro per lampione) potesse ancora essere oggetto di ribasso; e mi è stato risposto che ha già avuto un ribasso: da 90 a 75 euro. Allora ho fatto notare che, se il canone fosse rimasto a 90 euro, il Comune ci avrebbe “rimesso” e non risparmiato dal progetto. Insomma…. un’iniziativa del genere va studiata e ponderata meglio prima di essere approvata.



Buona giornata.
Ciao, Daniele.



venerdì 25 marzo 2011

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Ci avviciniamo velocemente alla data fissata per le votazioni. E a questo proposito devo dirvi qualcosa che forse vi renderà tristi; ma sento obbligo di farlo.
Ecco la novità: tra pochi giorni dovremo dire addio alle grandi esternazioni del Portavoce del Comune (ma c’è ancora il Portavoce sul Comune?). Eh, sì! Perché, a partire dalla data di convocazione dei comizi elettorali, la Legge impone il “divieto assoluto” di svolgere attività di comunicazione alle pubbliche amministrazioni.

Perché questo divieto?
Perché la Legge protegge i Cittadini a prescindere dalla loro intenzione di voto e, quindi, prevede che non possano essere utilizzati per la propaganda elettorale mezzi, risorse, personale e strutture assegnati alle pubbliche amministrazioni per lo svolgimento degli incarichi istituzionali. Per esempio, a qualche Amministratore potrebbe venire in mente l’idea di organizzare un happy hour a spese del Comune per spingere sulla propria immagine…. oppure un pranzo, una cena… un viaggio….
Ecco queste cose - che non andrebbero mai fatte con i soldi del Comune (cioè dei Cittadini) - è doppiamente vietato farle in campagna elettorale!

Nello specifico la Legge stabilisce che «
dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni». Questo significa, per esempio, che il Portavoce di un Comune non può più decantare l’attività del Sindaco e della Giunta che lo retribuiscono (a questo siamo sufficientemente abituati da anni). Mentre resta possibile l’attività istituzionale quale, per esempio, potrebbe essere un manifesto che avvisa di un Bando per gli alloggi pubblici.

Ma da quando scatta questo divieto?

Come detto il divieto scatta «dalla data di convocazione dei comizi elettorali» e dura fino alla chiusura delle operazioni di voto. Questa «data di convocazione» coincide con la data di pubblicazione, che deve avvenire a cura del Sindaco, dell’apposito manifesto (cosiddetto di convocazione dei comizi elettorali) con cui si avvisa la Cittadinanza e gli elettori della data delle elezioni. Il Sindaco deve effettuare questa affissione entro il 45mo giorno antecedente la data delle votazione. Allora, fatti un po’ di conti prendendo a riferimento le prossime date indicate per le elezioni (domenica 15 e lunedì 16 maggio 2011), il divieto scatterà a partire dal 31 marzo prossimo.

Un noto proverbio dice: un uomo avvisato è mezzo salvato.
Che vorrà significare?

Buona giornata.

Ciao, Daniele.


PS
Riporto una parte del facsimile di Manifesto di "Convocazione dei Comizi Elettorali"

(omissis)

Le operazioni preliminari degli uffici elettorali di sezione cominceranno alle ore 16 di sabato 14 maggio 2011.
LA VOTAZIONE SI SVOLGERÀ NEI GIORNI DI DOMENICA 15 MAGGIO E LUNEDÌ' 16 MAGGIO 2011:


  • nel giorno di DOMENICA 15 MAGGIO 2011, la votazione avrà inizio alle ore 8 del mattino e proseguirà sino alle ore 22 dello stesso giorno di domenica; gli elettori che a tale ora si troveranno ancora nei locali del seggio saranno ammessi a votare;

  • nel giorno di LUNEDÌ 16 MAGGIO 2011, la votazione comincerà alle ore 7 del mattino e si protrarrà sino alle ore 15 dello stesso giorno di lunedì; gli elettori che a tale ora si troveranno ancora nei locali del seggio saranno ammessi a votare.

(omissis)

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Ci avviciniamo velocemente alla data fissata per le votazioni. E a questo proposito devo dirvi qualcosa che forse vi renderà tristi; ma sento obbligo di farlo.
Ecco la novità: tra pochi giorni dovremo dire addio alle grandi esternazioni del Portavoce del Comune (ma c’è ancora il Portavoce sul Comune?). Eh, sì! Perché, a partire dalla data di convocazione dei comizi elettorali, la Legge impone il “divieto assoluto” di svolgere attività di comunicazione alle pubbliche amministrazioni.

Perché questo divieto?
Perché la Legge protegge i Cittadini a prescindere dalla loro intenzione di voto e, quindi, prevede che non possano essere utilizzati per la propaganda elettorale mezzi, risorse, personale e strutture assegnati alle pubbliche amministrazioni per lo svolgimento degli incarichi istituzionali. Per esempio, a qualche Amministratore potrebbe venire in mente l’idea di organizzare un happy hour a spese del Comune per spingere sulla propria immagine…. oppure un pranzo, una cena… un viaggio….
Ecco queste cose - che non andrebbero mai fatte con i soldi del Comune (cioè dei Cittadini) - è doppiamente vietato farle in campagna elettorale!

Nello specifico la Legge stabilisce che «
dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni». Questo significa, per esempio, che il Portavoce di un Comune non può più decantare l’attività del Sindaco e della Giunta che lo retribuiscono (a questo siamo sufficientemente abituati da anni). Mentre resta possibile l’attività istituzionale quale, per esempio, potrebbe essere un manifesto che avvisa di un Bando per gli alloggi pubblici.

Ma da quando scatta questo divieto?

Come detto il divieto scatta «dalla data di convocazione dei comizi elettorali» e dura fino alla chiusura delle operazioni di voto. Questa «data di convocazione» coincide con la data di pubblicazione, che deve avvenire a cura del Sindaco, dell’apposito manifesto (cosiddetto di convocazione dei comizi elettorali) con cui si avvisa la Cittadinanza e gli elettori della data delle elezioni. Il Sindaco deve effettuare questa affissione entro il 45mo giorno antecedente la data delle votazione. Allora, fatti un po’ di conti prendendo a riferimento le prossime date indicate per le elezioni (domenica 15 e lunedì 16 maggio 2011), il divieto scatterà a partire dal 31 marzo prossimo.

Un noto proverbio dice: un uomo avvisato è mezzo salvato.
Che vorrà significare?

Buona giornata.

Ciao, Daniele.


PS
Riporto una parte del facsimile di Manifesto di "Convocazione dei Comizi Elettorali"

(omissis)

Le operazioni preliminari degli uffici elettorali di sezione cominceranno alle ore 16 di sabato 14 maggio 2011.
LA VOTAZIONE SI SVOLGERÀ NEI GIORNI DI DOMENICA 15 MAGGIO E LUNEDÌ' 16 MAGGIO 2011:


  • nel giorno di DOMENICA 15 MAGGIO 2011, la votazione avrà inizio alle ore 8 del mattino e proseguirà sino alle ore 22 dello stesso giorno di domenica; gli elettori che a tale ora si troveranno ancora nei locali del seggio saranno ammessi a votare;

  • nel giorno di LUNEDÌ 16 MAGGIO 2011, la votazione comincerà alle ore 7 del mattino e si protrarrà sino alle ore 15 dello stesso giorno di lunedì; gli elettori che a tale ora si troveranno ancora nei locali del seggio saranno ammessi a votare.

(omissis)