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martedì 5 ottobre 2010

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Guardate, sono pronto anche a scommetterci: prima o poi, finirà che questi verranno accusati di “procurato allarme sociale”. Non passa giorno che ti fanno prendere un colpo, un'emozione forte.....

Non mi credete? Vi racconto quello che mi è successo stamattina.
Esco per comprare due brioche al Bar per i miei figli, prima di accompagnarli a scuola, e butto l’occhio sul quotidiano che sta sul tavolino aperto proprio alla pagina della cronaca di “Piedimonte e Caiazzo”. Mi avvicino, ché non riesco a vedere bene, e… cosa mai ai miei occhi è dato leggere? «L’assessore Rao rassegna le dimissioni».

Caspitella!”, mi dico lasciandomi cadere su una poltroncina, sentendomi venire meno: l’assessore Rao…rassegna le dimissioni! Stavo per svenire quando, per fortuna, l’addetto al Bar mi chiama per dirmi che aveva preparato il mio acquisto. Così, ritrovate le forze, ho preso le brioche, pagato il dovuto e, dritto dritto, sono corso a casa.
Non riuscivo però a fare più nulla. Continuavo a ripetermi «l’assessore Rao ha rassegnato le dimissioni». E questo fino a quando, accompagnati i figli a scuola, ho potuto prendere il giornale e leggere tutto l’articolo.
«Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah!», è stato l’urlo liberatorio quando sono arrivato in fondo al pezzo. Finalmente, infatti, mi rassicuravo dal quel grande spavento che avevo preso nel pensare che le cose fossero andate proprio nel verso sintetizzato dal titolo dell’articolo. E cioè che l’assessore Rao avesse veramente deciso di… appendere la politica al chiodo! No, no, no, non è così: i miracoli, del resto, non sono cose di tutti i giorni!
Leggendo l’articolo ho capito che, in realtà, l’assessore Rao non vuole abbandonare la politica, ma solamente fare un cambio di delega. Le sue dichiarazioni, infatti, spiegano che le dimissioni da delegato “all’Urbanistica e all’Edilizia Pubblica e Privata” (il Renzo Piano di Alife) sono dovute a “motivi di salute (questo, scherzi a parte, dispiace veramente) e disponibilità di tempo”. Per cui, dichiara al Sindaco F.F. di essere disponibile ad accettare un eventuale altro incarico “ove lo ritenesse utile (il Sindaco F.F.,), conferire altra delega che non sottragga molto tempo e che possa essere gestita in modo più flessibile”.

Ottimo, assessore Rao!
E pensare che, meno di un mese fa, il Sindaco F.F. si è munita di un Tecnico nel suo Staff. La cosa più logica che si poteva pensare è che, quell’assunzione nello Staff, il Sindaco F.F. l’avesse fatta per portare a termine il programma sull’edilizia pubblica e privata ad Alife….. evidentemente d'accordo con tutta la Giunta e, soprattutto, con chi da Assessore è delegato all'attuazione del programma elettorale nel settore edilizia... Ora, però, queste dimissioni smentiscono tutto: accidenti e che mazzata per il Sindaco F.F. !!!.
Che cosa sta succedendo? Ci dite fin dove siete capaci di spingervi? Ci spiegate, per favore, dove volete arrivare? Attendiamo, fiduciosi, adeguati chiarimenti nella risposta all'Interrogazione presentata sul caso.
Thank You!!!!

Buona serata.
Ciao, daniele.

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Guardate, sono pronto anche a scommetterci: prima o poi, finirà che questi verranno accusati di “procurato allarme sociale”. Non passa giorno che ti fanno prendere un colpo, un'emozione forte.....

Non mi credete? Vi racconto quello che mi è successo stamattina.
Esco per comprare due brioche al Bar per i miei figli, prima di accompagnarli a scuola, e butto l’occhio sul quotidiano che sta sul tavolino aperto proprio alla pagina della cronaca di “Piedimonte e Caiazzo”. Mi avvicino, ché non riesco a vedere bene, e… cosa mai ai miei occhi è dato leggere? «L’assessore Rao rassegna le dimissioni».

Caspitella!”, mi dico lasciandomi cadere su una poltroncina, sentendomi venire meno: l’assessore Rao…rassegna le dimissioni! Stavo per svenire quando, per fortuna, l’addetto al Bar mi chiama per dirmi che aveva preparato il mio acquisto. Così, ritrovate le forze, ho preso le brioche, pagato il dovuto e, dritto dritto, sono corso a casa.
Non riuscivo però a fare più nulla. Continuavo a ripetermi «l’assessore Rao ha rassegnato le dimissioni». E questo fino a quando, accompagnati i figli a scuola, ho potuto prendere il giornale e leggere tutto l’articolo.
«Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah!», è stato l’urlo liberatorio quando sono arrivato in fondo al pezzo. Finalmente, infatti, mi rassicuravo dal quel grande spavento che avevo preso nel pensare che le cose fossero andate proprio nel verso sintetizzato dal titolo dell’articolo. E cioè che l’assessore Rao avesse veramente deciso di… appendere la politica al chiodo! No, no, no, non è così: i miracoli, del resto, non sono cose di tutti i giorni!
Leggendo l’articolo ho capito che, in realtà, l’assessore Rao non vuole abbandonare la politica, ma solamente fare un cambio di delega. Le sue dichiarazioni, infatti, spiegano che le dimissioni da delegato “all’Urbanistica e all’Edilizia Pubblica e Privata” (il Renzo Piano di Alife) sono dovute a “motivi di salute (questo, scherzi a parte, dispiace veramente) e disponibilità di tempo”. Per cui, dichiara al Sindaco F.F. di essere disponibile ad accettare un eventuale altro incarico “ove lo ritenesse utile (il Sindaco F.F.,), conferire altra delega che non sottragga molto tempo e che possa essere gestita in modo più flessibile”.

Ottimo, assessore Rao!
E pensare che, meno di un mese fa, il Sindaco F.F. si è munita di un Tecnico nel suo Staff. La cosa più logica che si poteva pensare è che, quell’assunzione nello Staff, il Sindaco F.F. l’avesse fatta per portare a termine il programma sull’edilizia pubblica e privata ad Alife….. evidentemente d'accordo con tutta la Giunta e, soprattutto, con chi da Assessore è delegato all'attuazione del programma elettorale nel settore edilizia... Ora, però, queste dimissioni smentiscono tutto: accidenti e che mazzata per il Sindaco F.F. !!!.
Che cosa sta succedendo? Ci dite fin dove siete capaci di spingervi? Ci spiegate, per favore, dove volete arrivare? Attendiamo, fiduciosi, adeguati chiarimenti nella risposta all'Interrogazione presentata sul caso.
Thank You!!!!

Buona serata.
Ciao, daniele.

lunedì 4 ottobre 2010

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Giovedì c’è stato il Consiglio Comunale.

Perché si fa un Consiglio Comunale? La risposta ovvia è: “per deliberare una decisione” (o più decisioni, quello che cioè è stato messo all’ordine del giorno).
Ad Alife no, non è così. No, non funziona così. La nostra Maggioranza, infatti, si riunisce anche “per deliberare la decisione di aver deciso di deliberare qualcosa”.
Calma, calma… non vi agitate. Lo so: avete avuto un capogiro. Non è nulla. Non è né il terremoto, né un abbassamento di pressione…. La testa vi è girata per colpa di quello che state leggendo (che è quello che è capace di fare questa Maggioranza). Non mi credete? Riproviamo.
Ripeto quello che ho detto prima: sul Comune di Alife, la Maggioranza si riunisce anche “per deliberare la decisione di aver deciso di deliberare qualcosa”…. Visto che come gira tutto?

Ho passato sabato e domenica a cercare le parole giuste per spiegare il senso di quello che quest’amministrazione ha avuto il coraggio di deliberare. Ho pure pensato che chi consigliava il Sindaco F.F. fosse in vena di scherzare e fargli fare quella figura…… Facendo memoria del Gran Consesso – Sindaco, ex Sindaco e Revisore – mi è venuta in mente la celebre battuta di Totò: “per andare dove dobbiamo andare, da che parte dobbiamo andare?”. Pure questi nostri cari Amministratori, non sapendo da che parte andare per andare dove dovrebbero andare, per ora si accontentano di andare per la parte che non dovrebbero andare: cioè, da nessuna parte!

Provo a tradurre in un linguaggio più comprensibile che è successo giovedì sera.

Il Consiglio Comunale è stato convocato per deliberare fondamentalmente due cose:
1) la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi;
2) la conferma (ciò che tecnicamente si dice “salvaguardia”) dell’equilibrio del bilancio.

La convocazione c’è stata perché la legge prevede che, se quella delibera non viene adottata almeno una volta all’anno entro il 30 settembre, scatta lo scioglimento e il commissariamento del Consiglio Comunale.
Indovinate quando c’è stato il Consiglio Comunale?
Esatto! Il 30 settembre: l’ultimo giorno utile.
Che cosa ha deliberato il Consiglio comunale?
Nulla. Né sul primo punto (e questo già la dice lunga.........), né sul secondo punto.

Il primo punto, per la verità, non è stato proprio preso in considerazione. E riguardava magari l’aspetto “politico” più interessante e importante.

E’ sul secondo punto, invece, che la premiata "Sindaco F.F. & C." hanno mostrato una vera dimestichezza con le norme del Tuel e con i conti del bilancio. Volete il mio parere? L’ho letto nel mio intervento: assurdo, quello che hanno fatto! Si sono dati una “zappata sui piedi”!

Comincio dal Revisore. Questi è tenuto a dare un “parere” sulle proposte di delibera (in genere, su quelle che hanno a che fare con i conti del Comune), e questo parere va motivato (la motivazione, ovviamente, è richiesta soprattutto quando il parere è negativo). Il Revisore, in altre parole, una volta che ha ricevuto la proposta di Deliberazione dovrebbe dire: “Sì” o “No”. In altre parole, può/deve esprimere un parere “positivo” o un parere “negativo”. Un’altra alternativa non c’è. Una terza via (il “Ni” o il “So”) non è prevista dalla Legge: “Sì” o “No” (il di più, dice il Vangelo, viene dal maligno, Mt cap. 5). Nel gergo politico potremmo dire: un parere senza se e senza ma.


Apro parentesi: l'eventuale parere negativo del Revisore non "vincola" il voto del Consiglio Comunale. Cioè, quand'anche il Revisore avesse dato parere negativo, giovedì sera il Consiglio comunale avrebbe comunque potuto votare e approvare quella delibera. Magari senza il voto di Leandro Sannullo, ma l'avrebbe approvata.
Apro un'altra parentesi: ho apprezzato la dichiarazione di Leandro. Molto pregnante, secondo me, in ottica politica perché è stata una vera e propria presa di distanza dal "gruppo" di Maggioranza. Un "gruppo", secondo me,che non ha più ragione di esistere, essendo venuto a mancare Chi aveva costituito e teneva unito quel gruppo. Leandro, io credo, ha fatto una dichiarazione di "indipendenza ed autonomia". Se ricordo bene, ha detto: per il voto mi affido alla professionalità del Revisore dei conti.....
Chiuse la prima e la seconda parentesi.

Il parere del Revisore sulla Delibera sul Riequilibrio 2010 è stato positivo. Tuttavia (?!”£=££=!!!sEs£0!S!), lo stesso Revisore ha suggerito una serie di aggiustamenti da fare al bilancio.
Perché ha chiesto questi aggiustamenti?

Leggo testualmente il Parere: «onde prevenire un possibile disavanzo di amministrazione per l’esercizio 2010». Adesso sì che la testa gira: non si capisce niente! Il parere è positivo o negativo? Il Bilancio si proietta in equilibrio (positivo) o no (negativo)?

Proviamo con altre parole.
Il Revisore ha dato parere favorevole all’adozione da parte del Consiglio Comunale di una delibera contente le “misure necessarie ad evitare che il bilancio possa risultare non in equilibro al 31 dicembre”, suggerendo di adottare alcune “misure necessarie ad evitare che il bilancio possa risultare non in equilibro al 31 dicembre”.
Ma ci sono o ci fanno?
Guardate – sono serio – le cose stanno veramente così.....
E non è tutto; il bello ve lo devo ancora dire.

Il bello è che il Sindaco F.F., consigliata dallo stesso Revisore e dall’ex Sindaco (il Sindaco F.F. forse non avrà mai visto quella serie di telefilm "Attenti a quei due!"), decide di rafforzare l’idea di volere “deliberare la decisione di aver deciso di deliberare qualcosa”. E così, al rientro da una pausa di 15 minuti dell'Assembla chiesta da un Consigliere di Maggioranza, dichiara di aggiungere al testo della Delibera una dichiarazione che impegna la Maggioranza ad accogliere i suggerimenti del Revisore dei conti entro la scadenza del 30 novembre.

Ma ci sono o ci fanno?

A questo punto della seduta, premettendo di «parlare non in veste di Consigliere Comunale», mi sono permesso di suggerire: «Attenzione a quello che dichiarate e votate!»
Non vi dico la reazione del Sindaco F.F. Con voce ironica e un fare mimico, ha ripetuto due volte: «Attenzione…. Attenzione», in un atteggiamento per snobbare e restituire al mittente quel suggerimento.

Alla fine hanno votato e approvato…. Sì, hanno votato e approvato il nulla! Che significa questo? Significa che l’adempimento previsto per legge NON E’ STATO OSSERVATO.

La prova di questo sta sia nel parere del Revisore (che, appunto, dice: Vuè, Consiglie', io vi do parere favorevole, ma vuie se non fate 'ste modifiche che vi dico, al 31 dicembre si potrebbe avere un disavanzo di amministrazione) e sia nella dichiarazione del Sindaco F.F. (che, appunto, dice: poiché ci siamo accorti che a fine anno il Bilancio può chiudere in disavanzo, ci impegniamo a prendere i provvedimenti utili per evitarlo entro il prossimo 30 novembre).

Voglio fare un esempio. E concludo.

Mettiamo che ci sia un concorso pubblico per un posto di lavoro. Il bando prevede la scadenza per presentare la domanda al 30 settembre e l’invio della documentazione (curriculum, pubblicazioni, etc.) al 30 novembre.
Parafrasando quello che è successo in Consiglio Comunale, è come se il Sindaco F.F. e la Maggioranza volendo partecipare al concorso abbiano scritto all’Ufficio Concorsi e spiegato: “poiché non abbiamo fatto in tempo a preparare la domanda, dichiariamo di volere partecipare al concorso e di inviare la domanda entro il prossimo 30 novembre insieme alla documentazione”. Secondo voi saranno ammessi agli esami del concorso? Secondo me, no. E così pure è stato all’esame dell’ultimo Consiglio Comunale: bocciati per incapacità amministrativa. Prosit!

Buona serata.
Ciao, daniele.
Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Giovedì c’è stato il Consiglio Comunale.

Perché si fa un Consiglio Comunale? La risposta ovvia è: “per deliberare una decisione” (o più decisioni, quello che cioè è stato messo all’ordine del giorno).
Ad Alife no, non è così. No, non funziona così. La nostra Maggioranza, infatti, si riunisce anche “per deliberare la decisione di aver deciso di deliberare qualcosa”.
Calma, calma… non vi agitate. Lo so: avete avuto un capogiro. Non è nulla. Non è né il terremoto, né un abbassamento di pressione…. La testa vi è girata per colpa di quello che state leggendo (che è quello che è capace di fare questa Maggioranza). Non mi credete? Riproviamo.
Ripeto quello che ho detto prima: sul Comune di Alife, la Maggioranza si riunisce anche “per deliberare la decisione di aver deciso di deliberare qualcosa”…. Visto che come gira tutto?

Ho passato sabato e domenica a cercare le parole giuste per spiegare il senso di quello che quest’amministrazione ha avuto il coraggio di deliberare. Ho pure pensato che chi consigliava il Sindaco F.F. fosse in vena di scherzare e fargli fare quella figura…… Facendo memoria del Gran Consesso – Sindaco, ex Sindaco e Revisore – mi è venuta in mente la celebre battuta di Totò: “per andare dove dobbiamo andare, da che parte dobbiamo andare?”. Pure questi nostri cari Amministratori, non sapendo da che parte andare per andare dove dovrebbero andare, per ora si accontentano di andare per la parte che non dovrebbero andare: cioè, da nessuna parte!

Provo a tradurre in un linguaggio più comprensibile che è successo giovedì sera.

Il Consiglio Comunale è stato convocato per deliberare fondamentalmente due cose:
1) la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi;
2) la conferma (ciò che tecnicamente si dice “salvaguardia”) dell’equilibrio del bilancio.

La convocazione c’è stata perché la legge prevede che, se quella delibera non viene adottata almeno una volta all’anno entro il 30 settembre, scatta lo scioglimento e il commissariamento del Consiglio Comunale.
Indovinate quando c’è stato il Consiglio Comunale?
Esatto! Il 30 settembre: l’ultimo giorno utile.
Che cosa ha deliberato il Consiglio comunale?
Nulla. Né sul primo punto (e questo già la dice lunga.........), né sul secondo punto.

Il primo punto, per la verità, non è stato proprio preso in considerazione. E riguardava magari l’aspetto “politico” più interessante e importante.

E’ sul secondo punto, invece, che la premiata "Sindaco F.F. & C." hanno mostrato una vera dimestichezza con le norme del Tuel e con i conti del bilancio. Volete il mio parere? L’ho letto nel mio intervento: assurdo, quello che hanno fatto! Si sono dati una “zappata sui piedi”!

Comincio dal Revisore. Questi è tenuto a dare un “parere” sulle proposte di delibera (in genere, su quelle che hanno a che fare con i conti del Comune), e questo parere va motivato (la motivazione, ovviamente, è richiesta soprattutto quando il parere è negativo). Il Revisore, in altre parole, una volta che ha ricevuto la proposta di Deliberazione dovrebbe dire: “Sì” o “No”. In altre parole, può/deve esprimere un parere “positivo” o un parere “negativo”. Un’altra alternativa non c’è. Una terza via (il “Ni” o il “So”) non è prevista dalla Legge: “Sì” o “No” (il di più, dice il Vangelo, viene dal maligno, Mt cap. 5). Nel gergo politico potremmo dire: un parere senza se e senza ma.


Apro parentesi: l'eventuale parere negativo del Revisore non "vincola" il voto del Consiglio Comunale. Cioè, quand'anche il Revisore avesse dato parere negativo, giovedì sera il Consiglio comunale avrebbe comunque potuto votare e approvare quella delibera. Magari senza il voto di Leandro Sannullo, ma l'avrebbe approvata.
Apro un'altra parentesi: ho apprezzato la dichiarazione di Leandro. Molto pregnante, secondo me, in ottica politica perché è stata una vera e propria presa di distanza dal "gruppo" di Maggioranza. Un "gruppo", secondo me,che non ha più ragione di esistere, essendo venuto a mancare Chi aveva costituito e teneva unito quel gruppo. Leandro, io credo, ha fatto una dichiarazione di "indipendenza ed autonomia". Se ricordo bene, ha detto: per il voto mi affido alla professionalità del Revisore dei conti.....
Chiuse la prima e la seconda parentesi.

Il parere del Revisore sulla Delibera sul Riequilibrio 2010 è stato positivo. Tuttavia (?!”£=££=!!!sEs£0!S!), lo stesso Revisore ha suggerito una serie di aggiustamenti da fare al bilancio.
Perché ha chiesto questi aggiustamenti?

Leggo testualmente il Parere: «onde prevenire un possibile disavanzo di amministrazione per l’esercizio 2010». Adesso sì che la testa gira: non si capisce niente! Il parere è positivo o negativo? Il Bilancio si proietta in equilibrio (positivo) o no (negativo)?

Proviamo con altre parole.
Il Revisore ha dato parere favorevole all’adozione da parte del Consiglio Comunale di una delibera contente le “misure necessarie ad evitare che il bilancio possa risultare non in equilibro al 31 dicembre”, suggerendo di adottare alcune “misure necessarie ad evitare che il bilancio possa risultare non in equilibro al 31 dicembre”.
Ma ci sono o ci fanno?
Guardate – sono serio – le cose stanno veramente così.....
E non è tutto; il bello ve lo devo ancora dire.

Il bello è che il Sindaco F.F., consigliata dallo stesso Revisore e dall’ex Sindaco (il Sindaco F.F. forse non avrà mai visto quella serie di telefilm "Attenti a quei due!"), decide di rafforzare l’idea di volere “deliberare la decisione di aver deciso di deliberare qualcosa”. E così, al rientro da una pausa di 15 minuti dell'Assembla chiesta da un Consigliere di Maggioranza, dichiara di aggiungere al testo della Delibera una dichiarazione che impegna la Maggioranza ad accogliere i suggerimenti del Revisore dei conti entro la scadenza del 30 novembre.

Ma ci sono o ci fanno?

A questo punto della seduta, premettendo di «parlare non in veste di Consigliere Comunale», mi sono permesso di suggerire: «Attenzione a quello che dichiarate e votate!»
Non vi dico la reazione del Sindaco F.F. Con voce ironica e un fare mimico, ha ripetuto due volte: «Attenzione…. Attenzione», in un atteggiamento per snobbare e restituire al mittente quel suggerimento.

Alla fine hanno votato e approvato…. Sì, hanno votato e approvato il nulla! Che significa questo? Significa che l’adempimento previsto per legge NON E’ STATO OSSERVATO.

La prova di questo sta sia nel parere del Revisore (che, appunto, dice: Vuè, Consiglie', io vi do parere favorevole, ma vuie se non fate 'ste modifiche che vi dico, al 31 dicembre si potrebbe avere un disavanzo di amministrazione) e sia nella dichiarazione del Sindaco F.F. (che, appunto, dice: poiché ci siamo accorti che a fine anno il Bilancio può chiudere in disavanzo, ci impegniamo a prendere i provvedimenti utili per evitarlo entro il prossimo 30 novembre).

Voglio fare un esempio. E concludo.

Mettiamo che ci sia un concorso pubblico per un posto di lavoro. Il bando prevede la scadenza per presentare la domanda al 30 settembre e l’invio della documentazione (curriculum, pubblicazioni, etc.) al 30 novembre.
Parafrasando quello che è successo in Consiglio Comunale, è come se il Sindaco F.F. e la Maggioranza volendo partecipare al concorso abbiano scritto all’Ufficio Concorsi e spiegato: “poiché non abbiamo fatto in tempo a preparare la domanda, dichiariamo di volere partecipare al concorso e di inviare la domanda entro il prossimo 30 novembre insieme alla documentazione”. Secondo voi saranno ammessi agli esami del concorso? Secondo me, no. E così pure è stato all’esame dell’ultimo Consiglio Comunale: bocciati per incapacità amministrativa. Prosit!

Buona serata.
Ciao, daniele.

venerdì 1 ottobre 2010

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

«Fascista»…. «antidemocratico»…. «terrorista psicologico»… «uno a cui piace fare la sceneggiata»… «nevrotico (nel significato di uno che mostra nervosismo» ……. «arrogante»….
E forse – anzi sicuramente – ne dimentico qualcuno altro.

Sapete che cosa sono questi appellativi? Ve lo dico: sono i miei Trofei da Consigliere comunale. Li tengo tutti appesi nel mio studio, con data e provenienza. Tanti “Titoli” di cui – bontà sua –qualche collega Consigliere ha voluto fregiarmi, credo, per sottolineare questo mio modo di impegno amministrativo. E allora, che ne dite?
In soli due giorni, sono riuscito a collezionare tanti complimenti che mai ho ricevuto in vita mia. Detti così, però, sono freddi… quasi senza significato. E’ meglio, allora, che ve li spieghi nella loro massima estrinsecazione.
Estrinsecazione che sono riuscito a captare dal “pronunciamento labiale e – brr brr brr – dall’osservare il movimento delle pupille con le ciglia e sopracciglia”: accidenti e che stoccate!

«Fascista» e «antidemocratico» sono gli omaggi che ha voluto farmi un Consigliere comunale (nonché Assessore) per la cura e gestione di questo blog. Il blog – ricordo – è di Vivi Alife! Che volete farci: secondo lui, uno che dice la verità, che produce documenti, che racconta le cose che succedono e sono successe sul Comune….è un “fascista” e “antidemocratico”. Eh già, come se la “democrazia” (o “antifascismo”) fosse, invece, quella a cui siamo stati abituati finora. Cioè a non sapere nulla di quello che succedeva sul Comune o, meglio, a sapere soltanto quello che volevano farci sapere, tramite un “Portavoce” iscritto a libro paga e che scriveva sul principale dei quotidiani letti ad Alife (per esempio, nei Bar). Adesso che gli Alifani hanno cominciato a sapere qualcosa, eccoti la condanna: sei un fascista e un antidemocratico. Li prendo come complimenti: baci e abbracci, caro Assessore! (Voi, amici miei vicini e lontani, avvicinatevi: voglio dirvi una cosa nell’orecchio per non farla sentire all’Assessore. Voglio dirvi la verità: sapete come gli ho risposto, tra me e me? Così: prrrrrrrrrrrrrrr! Sì, con una pernacchia e una risata di due ore e mezza!).

«Terrorista psicologico», «uno a cui piace fare la sceneggiata», «nevrotico (nel significato di uno che mostra nervosismo» e «arrogante» sono gli apprezzamenti che il Sindaco F. F. mi ha rivolto ieri sera durante il Consiglio Comunale. Lo so, lo so! Sì, sono pienamente d’accordo con quello che state pensando Voi: non sono parole, né atteggiamenti che si addicono al gentil sesso! Ma non ci rattristiamo per questo, che resta pur sempre il lato buono della medaglia. Il rovescio, infatti, è che ha in mano le redini di questo Paese. Che ci volete fare: pazienza! Ancora poco tempo e si andrà alle votazioni per eleggere la nuova amministrazione. Comunque io l’ho presa bene: appunto come dei complimenti. Vediamoli uno ad uno.
«Terrorista psicologico» mi è stato dato perché mettevo in guardia i Consiglieri sulla responsabilità del voto (cioè ricordavo “ciò che le Legge dice”, ossia che quando un Consigliere vota in Consiglio comunale si assume una responsabilità ai fini civili, penali ed erariali).
«Uno a cui piace fare la sceneggiata» è l’onorificenza (se ricordo bene proclamata in duetto dal Sindaco F.F. con un Assessore) offertami perché stavo illustrando quello che “se so’ firat ‘e fà ” con il riequilibrio, per dirla in dialetto alifano (leggasi: “hanno avuto il coraggio di fare”). In pratica, hanno proposto “correzioni per scostamenti di oltre 7,5 milioni di euro”. Sapete cosa avrei voluto dire a Sindaco, Maggioranza e Revisore? “Benvenuti sulla terra!!!!!”.
Esattamente un anno fa – tutto è riportato in questo blog (Assessore antifascista, capisci a che serve un blog? Serve a colloquiare con gli elettori!) – dicevo, esattamente un anno fa c’è stato il Consiglio comunale sul riequilibrio del bilancio 2009 (precisamente era il 28 settembre 2009). In quella sede, portai all’attenzione del Consiglio comunale le cifre astronomiche che il Comune di Alife registrava come Residui Attivi e Residui Passivi. Facevo anche un confronto con il Comune di Piedimonte e di Caserta, cosa che irritava prima il Funzionario di Ragioneria e poi l’ex Sindaco. Le cifre che contestavo, allora, erano di circa 93 milioni di euro, sia per i Residui Attivi che per quelli Passivi. E dicevo che, secondo me, erano cifre campate in aria, cioè cifre fasulle, non vere, non rispondenti ai fatti contabili. Apriti cielo! Ve lo ricordate? Tutti addosso a me: perché non era vero quello che dicevo…. perché il Bilancio era a posto… perché tutti i dati rispondevano al vero e – quest’espressione me la ricordo bene – perché tutti i Bilanci “portavano il bollino di certificazione del Revisore dei Conti”.
Ho avuto pazienza in quell’occasione. Ed è stata premiata. Infatti, tre mesi più tardi, nell’approvare il Rendiconto 2008, trovo che….. “sim, sala bim”…… i Residui Attivi e i Residui Passivi si sono magicamente ridotti di circa 80 milioni di euro.
A questo punto, possiamo tirare le somme:
a) settembre 2009, i residui stanno attorno ai 94 milioni di euro;
b) dicembre 2009, i residui si riducono di circa 80 milioni di euro;
c) settembre 2010, altro calo di oltre 7,5 milioni di euro.
Andando avanti così, con il prossimo appuntamento di novembre potrebbe arrivare l’ultimo taglio. Di quanto? Boh! Credo comunque non inferiore al milione di euro.

Adesso mi sto dilungando troppo. Ed ho da raccontarvi ancora la “zappata sui piedi” che si sono dati Sindaco F.F., Maggioranza e Revisore dei conti ieri sera, approvando la delibera (e che delibera!) sul riequilibrio. Mancano però ancora due appellativi.

«Nevrotico (nel significato di uno che mostra nervosismo)» e «arrogante». Questi hanno funzionato un po’ da intercalare nel discorso del Sindaco F.F.. Sarà perché era piuttosto Lei abbastanza agitata e inquieta. Del resto, l’ha dimostrato chiaramente – subito richiamata all’ordine da un Consigliere comunale di più lunga esperienza – quando mi ha interrotto appena ho cominciato a leggere il mio intervento.

La cosa strana è che vengo sempre preso come un nemico. Anzi come il “nemico capitale” dell’amministrazione comunale. Se un foglio è bianco e questo lo dico per prima io, loro sono capaci di sostenere che è nero … magari solo per non darmi ragione (che ragione, poi, se il foglio è bianco?)
Eppure, quello che vorrei è soltanto che le cose ad Alife andassero meglio, che i conti sul Comune cominciassero a tornare, che i papà alifani (compreso me) la smettessero di dover pensare a un futuro per i loro figli lontano dalle nostre bellissime Mura…. magari al Nord Italia, dove anch’io ho trovato – grazie a Dio – rifugio di un lavoro. Perché non credermi? Perché – mi rivolgo a Voi Consiglieri di Maggioranza – non riesco a convincervi? Ieri sera c’è stata una mia apertura a 360 gradi, ma è passata inosservata da parte Vostra. Allora non sono io che non voglio collaborare, siete Voi che non volete la mia collaborazione. Lo accetto, per l’amor del cielo! L’ho capito quando ho saputo della costituzione della “Commissione” per la contabilità, di cui ho parlato in Consiglio comunale. Non sono stato né informato, né coinvolto. Niente. Forse, non credo di peccare di immodestia, potevo essere anch’io di aiuto…… Invece, no. Avete preferito rivolgervi a professionisti esterni, qualcuno anche amico mio!

Sapete che vi dico: la prendo con filosofia! Il bello deve ancora arrivare. Ieri sera che pensavo a tutte queste belle parole che mi hanno rivolto, ci ho riso su per un’ora e mezza. Poi – ahimè! – ho pianto per 10 ore filate, fino a stamattina, rendendomi conto in che mani è finito, senza volerlo, questo nostro Paese. Si salvi chi puòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòò!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Buona serata.
Ciao, daniele.

Ps
Mi sono dilungato troppo. Della “zappata sui piedi” ne parliamo domani o nei prossimi giorni.

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

«Fascista»…. «antidemocratico»…. «terrorista psicologico»… «uno a cui piace fare la sceneggiata»… «nevrotico (nel significato di uno che mostra nervosismo» ……. «arrogante»….
E forse – anzi sicuramente – ne dimentico qualcuno altro.

Sapete che cosa sono questi appellativi? Ve lo dico: sono i miei Trofei da Consigliere comunale. Li tengo tutti appesi nel mio studio, con data e provenienza. Tanti “Titoli” di cui – bontà sua –qualche collega Consigliere ha voluto fregiarmi, credo, per sottolineare questo mio modo di impegno amministrativo. E allora, che ne dite?
In soli due giorni, sono riuscito a collezionare tanti complimenti che mai ho ricevuto in vita mia. Detti così, però, sono freddi… quasi senza significato. E’ meglio, allora, che ve li spieghi nella loro massima estrinsecazione.
Estrinsecazione che sono riuscito a captare dal “pronunciamento labiale e – brr brr brr – dall’osservare il movimento delle pupille con le ciglia e sopracciglia”: accidenti e che stoccate!

«Fascista» e «antidemocratico» sono gli omaggi che ha voluto farmi un Consigliere comunale (nonché Assessore) per la cura e gestione di questo blog. Il blog – ricordo – è di Vivi Alife! Che volete farci: secondo lui, uno che dice la verità, che produce documenti, che racconta le cose che succedono e sono successe sul Comune….è un “fascista” e “antidemocratico”. Eh già, come se la “democrazia” (o “antifascismo”) fosse, invece, quella a cui siamo stati abituati finora. Cioè a non sapere nulla di quello che succedeva sul Comune o, meglio, a sapere soltanto quello che volevano farci sapere, tramite un “Portavoce” iscritto a libro paga e che scriveva sul principale dei quotidiani letti ad Alife (per esempio, nei Bar). Adesso che gli Alifani hanno cominciato a sapere qualcosa, eccoti la condanna: sei un fascista e un antidemocratico. Li prendo come complimenti: baci e abbracci, caro Assessore! (Voi, amici miei vicini e lontani, avvicinatevi: voglio dirvi una cosa nell’orecchio per non farla sentire all’Assessore. Voglio dirvi la verità: sapete come gli ho risposto, tra me e me? Così: prrrrrrrrrrrrrrr! Sì, con una pernacchia e una risata di due ore e mezza!).

«Terrorista psicologico», «uno a cui piace fare la sceneggiata», «nevrotico (nel significato di uno che mostra nervosismo» e «arrogante» sono gli apprezzamenti che il Sindaco F. F. mi ha rivolto ieri sera durante il Consiglio Comunale. Lo so, lo so! Sì, sono pienamente d’accordo con quello che state pensando Voi: non sono parole, né atteggiamenti che si addicono al gentil sesso! Ma non ci rattristiamo per questo, che resta pur sempre il lato buono della medaglia. Il rovescio, infatti, è che ha in mano le redini di questo Paese. Che ci volete fare: pazienza! Ancora poco tempo e si andrà alle votazioni per eleggere la nuova amministrazione. Comunque io l’ho presa bene: appunto come dei complimenti. Vediamoli uno ad uno.
«Terrorista psicologico» mi è stato dato perché mettevo in guardia i Consiglieri sulla responsabilità del voto (cioè ricordavo “ciò che le Legge dice”, ossia che quando un Consigliere vota in Consiglio comunale si assume una responsabilità ai fini civili, penali ed erariali).
«Uno a cui piace fare la sceneggiata» è l’onorificenza (se ricordo bene proclamata in duetto dal Sindaco F.F. con un Assessore) offertami perché stavo illustrando quello che “se so’ firat ‘e fà ” con il riequilibrio, per dirla in dialetto alifano (leggasi: “hanno avuto il coraggio di fare”). In pratica, hanno proposto “correzioni per scostamenti di oltre 7,5 milioni di euro”. Sapete cosa avrei voluto dire a Sindaco, Maggioranza e Revisore? “Benvenuti sulla terra!!!!!”.
Esattamente un anno fa – tutto è riportato in questo blog (Assessore antifascista, capisci a che serve un blog? Serve a colloquiare con gli elettori!) – dicevo, esattamente un anno fa c’è stato il Consiglio comunale sul riequilibrio del bilancio 2009 (precisamente era il 28 settembre 2009). In quella sede, portai all’attenzione del Consiglio comunale le cifre astronomiche che il Comune di Alife registrava come Residui Attivi e Residui Passivi. Facevo anche un confronto con il Comune di Piedimonte e di Caserta, cosa che irritava prima il Funzionario di Ragioneria e poi l’ex Sindaco. Le cifre che contestavo, allora, erano di circa 93 milioni di euro, sia per i Residui Attivi che per quelli Passivi. E dicevo che, secondo me, erano cifre campate in aria, cioè cifre fasulle, non vere, non rispondenti ai fatti contabili. Apriti cielo! Ve lo ricordate? Tutti addosso a me: perché non era vero quello che dicevo…. perché il Bilancio era a posto… perché tutti i dati rispondevano al vero e – quest’espressione me la ricordo bene – perché tutti i Bilanci “portavano il bollino di certificazione del Revisore dei Conti”.
Ho avuto pazienza in quell’occasione. Ed è stata premiata. Infatti, tre mesi più tardi, nell’approvare il Rendiconto 2008, trovo che….. “sim, sala bim”…… i Residui Attivi e i Residui Passivi si sono magicamente ridotti di circa 80 milioni di euro.
A questo punto, possiamo tirare le somme:
a) settembre 2009, i residui stanno attorno ai 94 milioni di euro;
b) dicembre 2009, i residui si riducono di circa 80 milioni di euro;
c) settembre 2010, altro calo di oltre 7,5 milioni di euro.
Andando avanti così, con il prossimo appuntamento di novembre potrebbe arrivare l’ultimo taglio. Di quanto? Boh! Credo comunque non inferiore al milione di euro.

Adesso mi sto dilungando troppo. Ed ho da raccontarvi ancora la “zappata sui piedi” che si sono dati Sindaco F.F., Maggioranza e Revisore dei conti ieri sera, approvando la delibera (e che delibera!) sul riequilibrio. Mancano però ancora due appellativi.

«Nevrotico (nel significato di uno che mostra nervosismo)» e «arrogante». Questi hanno funzionato un po’ da intercalare nel discorso del Sindaco F.F.. Sarà perché era piuttosto Lei abbastanza agitata e inquieta. Del resto, l’ha dimostrato chiaramente – subito richiamata all’ordine da un Consigliere comunale di più lunga esperienza – quando mi ha interrotto appena ho cominciato a leggere il mio intervento.

La cosa strana è che vengo sempre preso come un nemico. Anzi come il “nemico capitale” dell’amministrazione comunale. Se un foglio è bianco e questo lo dico per prima io, loro sono capaci di sostenere che è nero … magari solo per non darmi ragione (che ragione, poi, se il foglio è bianco?)
Eppure, quello che vorrei è soltanto che le cose ad Alife andassero meglio, che i conti sul Comune cominciassero a tornare, che i papà alifani (compreso me) la smettessero di dover pensare a un futuro per i loro figli lontano dalle nostre bellissime Mura…. magari al Nord Italia, dove anch’io ho trovato – grazie a Dio – rifugio di un lavoro. Perché non credermi? Perché – mi rivolgo a Voi Consiglieri di Maggioranza – non riesco a convincervi? Ieri sera c’è stata una mia apertura a 360 gradi, ma è passata inosservata da parte Vostra. Allora non sono io che non voglio collaborare, siete Voi che non volete la mia collaborazione. Lo accetto, per l’amor del cielo! L’ho capito quando ho saputo della costituzione della “Commissione” per la contabilità, di cui ho parlato in Consiglio comunale. Non sono stato né informato, né coinvolto. Niente. Forse, non credo di peccare di immodestia, potevo essere anch’io di aiuto…… Invece, no. Avete preferito rivolgervi a professionisti esterni, qualcuno anche amico mio!

Sapete che vi dico: la prendo con filosofia! Il bello deve ancora arrivare. Ieri sera che pensavo a tutte queste belle parole che mi hanno rivolto, ci ho riso su per un’ora e mezza. Poi – ahimè! – ho pianto per 10 ore filate, fino a stamattina, rendendomi conto in che mani è finito, senza volerlo, questo nostro Paese. Si salvi chi puòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòò!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Buona serata.
Ciao, daniele.

Ps
Mi sono dilungato troppo. Della “zappata sui piedi” ne parliamo domani o nei prossimi giorni.

Intervento al Consiglio Comunale del 30 settembre 2010

Ieri sera si è svolto il Consiglio Comunale per l'approvazione della ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi e della salvaguardia degli equilibri di bilancio per l'esercizio 2010.

Riporto l'intervento che ho letto in assemblea e fatto allegare al Verbale di seduta.


Colleghi Consiglieri,
ci troviamo stasera ad approvare i Provvedimenti per il riequilibrio del Bilancio di previsione 2010. Un provvedimento appunto come ho detto; non una formalità. Ho visto la proposta di deliberazione: vi chiedo, colleghi Consiglieri, di non votarla, di bocciarla.
In questo trascorso amministrativo, mi sono spesso avvalso dello strumento della “questione sospensiva” disciplinata all’articolo 43 del nostro Regolamento del Consiglio comunale. Questa sera voglio fare diversamente. Non voglio appellarmi ancora a questo strumento, anche se motivi e ragione ce ne sono a sufficienza. Voglio travalicare la prassi dei colletti bianchi per chiedere personalmente, a ciascuno di Voi, sia di maggioranza che di minoranza, di votare la proposta di delibera assumendosi la responsabilità davanti ai cittadini. Perdonatemi se sono un po’ pungente: Vi chiedo di votare nel rispetto degli alifani e per salvaguardare gli interessi della nostra collettività. Guariamoci negli occhi e siamo seri e schietti almeno per una volta: il nostro Paese è seriamente in sofferenza. Ciascuno di noi ha il dovere di tentare – dico: solamente provare a – risollevare le sorti di questa Città. C’è una frase, non mia, che vado ripetendo da tempo, con un valore di verità inconfutabile. Dice più o meno così: oggi non è la politica che fa il bilancio, ma il bilancio a fare la politica. Vuol significare che, se un tempo la politica poteva decidere quanti soldi spendere per la collettività (ricordate tutti il noto detto: “tanto paga Pantalone!”), adesso sono i soldi (cioè le tasse che paghiamo) a decidere se e quali iniziative prendere per la collettività. Quando poi i conti non sono a posto, allora è il disastro assoluto. L’importanza del dato contabile lo si rileva anche dalla Legge, che obbliga noi, in quanto Consiglieri del Comune, a compiere diversi atti finalizzati a garantire la regolare tenuta dei conti, ossia ciò che si dice “equilibrio” tra le entrate e le spese. E questa sera ci accingiamo a votare proprio su uno di questi provvedimenti: quello che dovrebbe garantire il pareggio tra entrate e uscite per l’anno 2010. Dunque, Vi chiedo di votare non per una questione politica o di appartenenza partitica, ma esclusivamente nel rispetto degli alifani e per salvaguardare gli interessi di Alife. E l’interesse di Alife, stasera, è quello di far chiarezza sulla reale consistenza del nostro Bilancio comunale. Vado subito a spiegarVi le ragioni a sostegno di questa mia richiesta di “voto-responsabile”. Ragioni sulle quali potete riflettere – nei limiti del breve tempo che abbiamo a disposizione prima del voto – e quindi valutare in propria scienza e coscienza come votare. Spero di essere convincente. E aggiungo di essere a disposizione per parlare ulteriormente in disparte, magari qualche Consigliere, di maggioranza o di minoranza, volesse chiedere una sospensione o addirittura il rinvio della seduta.

Le perplessità sono diverse; come pure le domande che mi accingo a rivolgere al Presidente del Consiglio Comunale e alla Responsabile pro tempore dell’Ufficio Finanziario, che – sono certo – avranno modo di chiarire in maniera più che soddisfacente ogni mio dubbio.

La prima domanda riguarda la Commissione che ha supportato il Responsabile Finanziario nella preparazione della proposta di delibera sul riequilibrio al voto di questa sera. Tra la documentazione che mi è stata consegnata, ho trovato infatti la nota protocollo n. 10639 del 17 settembre 2010 in cui si dà notizia della costituzione di una Commissione di supporto alla redazione della delibera sul riequilibrio. La Commissione è composta dal Direttore Generale e da un impiegato dell’ufficio finanziario del nostro Comune, e da un professionista (Ragioniere) che non mi risulta appartenere all’organico del nostro Comune. Queste le mie perplessità e le mie domande. Perché è stata costituita questa Commissione? Ai sensi di quale disposizione, anche Statutaria o Regolamentare, è stata costituita questa Commissione? Come è stato reclutato il Professionista esterno? Il Professionista esterno ha un contratto di collaborazione o quale altro vincolo normativo? Sono stati messi in atto tutti i procedimenti previsti dalla legge (come quello relativo agli oneri sociali), anche nel caso di prestazioni professionali rese gratuitamente? Perché i Consiglieri di minoranza – parlo almeno per il Gruppo Vivi Alife che rappresento – non sono stati informati e ascoltati né coinvolti sulla costituzione di questa Commissione? Francamente non riesco proprio a capire questo modo di amministrare. Non esistono regole, non c’è una bussola, una rotta a cui mira il navigare: tutto in ordine sparso…. La facilità con cui è stata costituita questa Commissione non corrisponde ad altrettanta semplicità con cui, a me Consigliere di minoranza, viene data la possibilità di guardare all’interno della contabilità del Comune. Perché questa differenza di trattamento? Perché Professionisti esterni possono avere accesso agli atti del Comune in maniera più veloce e accurata dei Consiglieri comunali? Ciò che più dispiace è che questo atteggiamento denota una mancanza di rispetto per gli alifani, alifani rappresentati da “persone” – perché noi siamo prima di tutto “persone” – che rivestiamo un legittimo ruolo di Consiglieri comunali, anche se di Opposizione.

Guardando alla proposta di delibera, potrei stare qui ad elencare le numerose violazioni in atti e in procedure che potrebbero inficiare la validità di questa seduta. Ma, come ho già detto, stasera voglio essere diverso. Vi risparmio perciò questo mio solito blaterale, riservandomi ovviamente la facoltà di adire successivamente le Sedi competenti per far valere il diritto e la giustizia. Mi soffermo allora su di una questione fondamentale: la proposta di deliberazione – a mio parere – non può essere approvata perché determina uno squilibrio di 740.595,16 euro. O, se volete, è di 11.769,09 euro: decidete Voi!


Sono sbiancato quando ho letto il dato degli scostamenti che viene proposto in delibera. E’ di 7.555.032,37 euro, sia in entrata che in uscita. Sette milioni e mezzo di euro…. ma capite di che cifre stiamo parlando? Sette milioni e rotti di euro, programmati e approvati il 30 aprile scorso e che ora bisogna rimangiarsi perché, in realtà, sono soldi che non potevano mai essere incassati (e quindi nemmeno spesi) dal Comune. E’ semplicemente assurdo.
Come stavo dicendo, la delibera proposta determina lo squilibrio di 740.595,16 euro o di 11.769,09 euro. Vorrei capirci su questi dati, che ora spiego meglio; intanto, chiedo chiarimenti e conforto al Presidente del Consiglio Comunale e al Responsabile del servizio Finanziario pro tempore. La cifra di squilibrio che sospetto è il risultato della discordanza tra i numeri riportati in delibera e quelli all’esame del Revisore dei conti nel parere obbligatorio. All’apparenza, sembrerebbe che i Bilanci di riferimento non siano gli stessi; ma questo possono verificarlo (a dire il vero: avrebbero già dovuto verificarlo) i rispettivi responsabili. Il prospetto “entrate” e “uscite” che ci viene proposto in deliberazione prevede, tra le entrate, la voce “contributi e trasferimenti correnti” (Titolo 2). La previsione iniziale è di 1.983.210,00 euro; gli accertamenti al 21 settembre 2010 (notate: 21 settembre, cioè 9 giorni fa non nove mesi fa) è di 587.623,32 euro; la proiezione a fine anno è per un incasso al 100%, cioè per tutti i 1.983.210,00 euro. La domanda viene spontanea: se in 9 mesi abbiamo incassato un quarto di quello che si prevedeva, perché dovremmo ipotizzare di riuscire in 4 mesi, da qui a dicembre, a incassare tutto? Ma la verità è un’altra: il “tutto” non lo possiamo incassare. Su questo dato, il Revisore dei Conti fa notare che, prendendo a base i dati ministeriali, al massimo è possibile incassare 1.242.614,84 euro. Dunque, un importo nettamente inferiore a quello proposto in deliberazione, con una differenza di 740.595,16 euro. Ora – dico io – si può essere ottimisti e sperare che a fine anno vengano incassati tutti i quasi 2 milioni di euro, ma questo ottimismo non è possibile tradurlo in numeri, né metterlo in Bilancio. Nel Bilancio ci vanno i numeri e ci vanno nella maniera in cui recita il famoso detto, cioè senza “opinioni”. Perciò, quella voce di entrata deve essere corretta a ribasso secondo le proiezioni di fonte ministeriale.

Non è tutto.

C’è ancora un altro dato che appare incongruente. E’ il dato delle entrate extratributarie (Titolo 3). In proposta di delibera c’è scritta una cifra (euro 1.078.681,00), il Revisore ne indica un’altra (euro 1.066.911,91), con una differenza di euro 11.769,09. Chiedo, per favore, di capire qual è la cifra giusta: quella posta in delibera o quella riportata dal Revisore? Non credo di pretendere la “luna”, se chiedo di avere una delucidazione in merito: qual è il dato corretto? Anche in questo caso, dunque, è necessario apportare le dovute modifiche, per evitare un possibile disequilibrio. Così com’è, con il rischio di indicare e riportare una cifra sbagliata, non si può approvare la delibera.
Mi fermo qui e concludo.
Aspetto soddisfacenti risposte alle domande poste.
Grazie.

Intervento al Consiglio Comunale del 30 settembre 2010

Ieri sera si è svolto il Consiglio Comunale per l'approvazione della ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi e della salvaguardia degli equilibri di bilancio per l'esercizio 2010.

Riporto l'intervento che ho letto in assemblea e fatto allegare al Verbale di seduta.


Colleghi Consiglieri,
ci troviamo stasera ad approvare i Provvedimenti per il riequilibrio del Bilancio di previsione 2010. Un provvedimento appunto come ho detto; non una formalità. Ho visto la proposta di deliberazione: vi chiedo, colleghi Consiglieri, di non votarla, di bocciarla.
In questo trascorso amministrativo, mi sono spesso avvalso dello strumento della “questione sospensiva” disciplinata all’articolo 43 del nostro Regolamento del Consiglio comunale. Questa sera voglio fare diversamente. Non voglio appellarmi ancora a questo strumento, anche se motivi e ragione ce ne sono a sufficienza. Voglio travalicare la prassi dei colletti bianchi per chiedere personalmente, a ciascuno di Voi, sia di maggioranza che di minoranza, di votare la proposta di delibera assumendosi la responsabilità davanti ai cittadini. Perdonatemi se sono un po’ pungente: Vi chiedo di votare nel rispetto degli alifani e per salvaguardare gli interessi della nostra collettività. Guariamoci negli occhi e siamo seri e schietti almeno per una volta: il nostro Paese è seriamente in sofferenza. Ciascuno di noi ha il dovere di tentare – dico: solamente provare a – risollevare le sorti di questa Città. C’è una frase, non mia, che vado ripetendo da tempo, con un valore di verità inconfutabile. Dice più o meno così: oggi non è la politica che fa il bilancio, ma il bilancio a fare la politica. Vuol significare che, se un tempo la politica poteva decidere quanti soldi spendere per la collettività (ricordate tutti il noto detto: “tanto paga Pantalone!”), adesso sono i soldi (cioè le tasse che paghiamo) a decidere se e quali iniziative prendere per la collettività. Quando poi i conti non sono a posto, allora è il disastro assoluto. L’importanza del dato contabile lo si rileva anche dalla Legge, che obbliga noi, in quanto Consiglieri del Comune, a compiere diversi atti finalizzati a garantire la regolare tenuta dei conti, ossia ciò che si dice “equilibrio” tra le entrate e le spese. E questa sera ci accingiamo a votare proprio su uno di questi provvedimenti: quello che dovrebbe garantire il pareggio tra entrate e uscite per l’anno 2010. Dunque, Vi chiedo di votare non per una questione politica o di appartenenza partitica, ma esclusivamente nel rispetto degli alifani e per salvaguardare gli interessi di Alife. E l’interesse di Alife, stasera, è quello di far chiarezza sulla reale consistenza del nostro Bilancio comunale. Vado subito a spiegarVi le ragioni a sostegno di questa mia richiesta di “voto-responsabile”. Ragioni sulle quali potete riflettere – nei limiti del breve tempo che abbiamo a disposizione prima del voto – e quindi valutare in propria scienza e coscienza come votare. Spero di essere convincente. E aggiungo di essere a disposizione per parlare ulteriormente in disparte, magari qualche Consigliere, di maggioranza o di minoranza, volesse chiedere una sospensione o addirittura il rinvio della seduta.

Le perplessità sono diverse; come pure le domande che mi accingo a rivolgere al Presidente del Consiglio Comunale e alla Responsabile pro tempore dell’Ufficio Finanziario, che – sono certo – avranno modo di chiarire in maniera più che soddisfacente ogni mio dubbio.

La prima domanda riguarda la Commissione che ha supportato il Responsabile Finanziario nella preparazione della proposta di delibera sul riequilibrio al voto di questa sera. Tra la documentazione che mi è stata consegnata, ho trovato infatti la nota protocollo n. 10639 del 17 settembre 2010 in cui si dà notizia della costituzione di una Commissione di supporto alla redazione della delibera sul riequilibrio. La Commissione è composta dal Direttore Generale e da un impiegato dell’ufficio finanziario del nostro Comune, e da un professionista (Ragioniere) che non mi risulta appartenere all’organico del nostro Comune. Queste le mie perplessità e le mie domande. Perché è stata costituita questa Commissione? Ai sensi di quale disposizione, anche Statutaria o Regolamentare, è stata costituita questa Commissione? Come è stato reclutato il Professionista esterno? Il Professionista esterno ha un contratto di collaborazione o quale altro vincolo normativo? Sono stati messi in atto tutti i procedimenti previsti dalla legge (come quello relativo agli oneri sociali), anche nel caso di prestazioni professionali rese gratuitamente? Perché i Consiglieri di minoranza – parlo almeno per il Gruppo Vivi Alife che rappresento – non sono stati informati e ascoltati né coinvolti sulla costituzione di questa Commissione? Francamente non riesco proprio a capire questo modo di amministrare. Non esistono regole, non c’è una bussola, una rotta a cui mira il navigare: tutto in ordine sparso…. La facilità con cui è stata costituita questa Commissione non corrisponde ad altrettanta semplicità con cui, a me Consigliere di minoranza, viene data la possibilità di guardare all’interno della contabilità del Comune. Perché questa differenza di trattamento? Perché Professionisti esterni possono avere accesso agli atti del Comune in maniera più veloce e accurata dei Consiglieri comunali? Ciò che più dispiace è che questo atteggiamento denota una mancanza di rispetto per gli alifani, alifani rappresentati da “persone” – perché noi siamo prima di tutto “persone” – che rivestiamo un legittimo ruolo di Consiglieri comunali, anche se di Opposizione.

Guardando alla proposta di delibera, potrei stare qui ad elencare le numerose violazioni in atti e in procedure che potrebbero inficiare la validità di questa seduta. Ma, come ho già detto, stasera voglio essere diverso. Vi risparmio perciò questo mio solito blaterale, riservandomi ovviamente la facoltà di adire successivamente le Sedi competenti per far valere il diritto e la giustizia. Mi soffermo allora su di una questione fondamentale: la proposta di deliberazione – a mio parere – non può essere approvata perché determina uno squilibrio di 740.595,16 euro. O, se volete, è di 11.769,09 euro: decidete Voi!


Sono sbiancato quando ho letto il dato degli scostamenti che viene proposto in delibera. E’ di 7.555.032,37 euro, sia in entrata che in uscita. Sette milioni e mezzo di euro…. ma capite di che cifre stiamo parlando? Sette milioni e rotti di euro, programmati e approvati il 30 aprile scorso e che ora bisogna rimangiarsi perché, in realtà, sono soldi che non potevano mai essere incassati (e quindi nemmeno spesi) dal Comune. E’ semplicemente assurdo.
Come stavo dicendo, la delibera proposta determina lo squilibrio di 740.595,16 euro o di 11.769,09 euro. Vorrei capirci su questi dati, che ora spiego meglio; intanto, chiedo chiarimenti e conforto al Presidente del Consiglio Comunale e al Responsabile del servizio Finanziario pro tempore. La cifra di squilibrio che sospetto è il risultato della discordanza tra i numeri riportati in delibera e quelli all’esame del Revisore dei conti nel parere obbligatorio. All’apparenza, sembrerebbe che i Bilanci di riferimento non siano gli stessi; ma questo possono verificarlo (a dire il vero: avrebbero già dovuto verificarlo) i rispettivi responsabili. Il prospetto “entrate” e “uscite” che ci viene proposto in deliberazione prevede, tra le entrate, la voce “contributi e trasferimenti correnti” (Titolo 2). La previsione iniziale è di 1.983.210,00 euro; gli accertamenti al 21 settembre 2010 (notate: 21 settembre, cioè 9 giorni fa non nove mesi fa) è di 587.623,32 euro; la proiezione a fine anno è per un incasso al 100%, cioè per tutti i 1.983.210,00 euro. La domanda viene spontanea: se in 9 mesi abbiamo incassato un quarto di quello che si prevedeva, perché dovremmo ipotizzare di riuscire in 4 mesi, da qui a dicembre, a incassare tutto? Ma la verità è un’altra: il “tutto” non lo possiamo incassare. Su questo dato, il Revisore dei Conti fa notare che, prendendo a base i dati ministeriali, al massimo è possibile incassare 1.242.614,84 euro. Dunque, un importo nettamente inferiore a quello proposto in deliberazione, con una differenza di 740.595,16 euro. Ora – dico io – si può essere ottimisti e sperare che a fine anno vengano incassati tutti i quasi 2 milioni di euro, ma questo ottimismo non è possibile tradurlo in numeri, né metterlo in Bilancio. Nel Bilancio ci vanno i numeri e ci vanno nella maniera in cui recita il famoso detto, cioè senza “opinioni”. Perciò, quella voce di entrata deve essere corretta a ribasso secondo le proiezioni di fonte ministeriale.

Non è tutto.

C’è ancora un altro dato che appare incongruente. E’ il dato delle entrate extratributarie (Titolo 3). In proposta di delibera c’è scritta una cifra (euro 1.078.681,00), il Revisore ne indica un’altra (euro 1.066.911,91), con una differenza di euro 11.769,09. Chiedo, per favore, di capire qual è la cifra giusta: quella posta in delibera o quella riportata dal Revisore? Non credo di pretendere la “luna”, se chiedo di avere una delucidazione in merito: qual è il dato corretto? Anche in questo caso, dunque, è necessario apportare le dovute modifiche, per evitare un possibile disequilibrio. Così com’è, con il rischio di indicare e riportare una cifra sbagliata, non si può approvare la delibera.
Mi fermo qui e concludo.
Aspetto soddisfacenti risposte alle domande poste.
Grazie.

lunedì 17 maggio 2010

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Adesso comincio seriamente a preoccuparmi.
Qui – aiutatemi a capire, per favore – c’è davvero qualcosa che non va, che non quadra.
Mi spiego: se anche chi è chiamato a svolgere un ruolo “tecnico” comincia a fare “politica” e a difendere l’indifendibile, significa che….stiamo alla frutta!!!!

Gli antefatti.
Il 7 maggio scorso ho presentato al Comune una Lettera in cui propongo di annullare “in autotutela” la contestata delibera del Consiglio Comunale del 30 aprile 2010 relativa alla vendita dei beni del Patrimonio pubblico. La Lettera è indirizzata al Sindaco F.F., a tutti i Consiglieri comunali, al Segretario comunale e al Revisore dei Conti.

Chi è il Revisore dei Conti di un Comune.
Questa premessa servirà successivamente a “capire” meglio le mie considerazioni.

In base a legge, dottrina e giurisprudenza l’organo di revisione contabile (che noi chiamiamo semplicemente Revisore dei conti) è un organo di controllo interno al Comune. Collabora con il Consiglio comunale – attenzione è scritto: Consiglio comunale!!!! – nella sua funzione di controllo e indirizzo dell’attività della Giunta – attenzione è scritto: funzione di controllo e indirizzo della Giunta!!!!

I fatti.
Il 14 maggio scorso ricevo una telefonata dal Comune che mi avverte che è lì giacente una lettera indirizzata a me. Mi reco al Comune (deve essere stato più o meno alle 12,30 – è l’ora di prendere mio figlio a scuola) e prendo il mio: è il Verbale n. 41/04 del 13.05.2010 del Revisore Unico dei Conti ad oggetto: chiarimenti in merito alla richiesta di annullamento in autotutela della delibera di Consiglio Comunale del 30 aprile 2010 di approvazione del bilancio di previsione 2010 da parte del Consigliere comunale del Gruppo “Vivi Alife”.


Il testo del “Verbale” lo trovate in altro post.

Le mie considerazioni.
In genere preferisco (e mi sforzo di) tenere un atteggiamento sempre educato con le persone con le quali, in qualunque misura e ragione, entro in contatto. Nel caso del Revisore unico del comune di Alife – Mauro Masullo – (al quale mi sento legato, affettivamente, da un’amicizia familiare e rispettosa di lungo corso, nonchè da un’amicizia sincera con il fratello dai tempi delle Elementari), sarò (più) schietto e (più) franco del solito.
Anticipo subito le mie conclusioni.

Il Verbale del Revisore Unico, nei miei riguardi, è rozzo ed offensivo. Inoltre, dal punto di vista dei rispettivi “ruoli” svolti (lui, Revisore del Comune, ed io, Consigliere comunale), il Verbale denota una prevaricazione di competenze: questo è un fatto gravissimo, perché il Revisore è andato oltre quello che è il suo ruolo (lui è un tecnico) e ha indossato i panni della difesa dell’amministrazione (il revisore non è un “politico”).
La “sgarbatezza” usata dal Revisore nel Verbale – e questo resterà agli atti del Comune di Alife a perenne ricordo per i nostri figli – mi frena dal commentarne i contenuti, passo per passo, come è mio solito fare (e spesso l’ho fatto anche con gli articoli di quotidiani).
Affido a ciascuno di Voi, perciò, il compito (e la curiosità) di andarsi a leggere il Verbale per tirare le personali conclusioni.
Mi soffermo su un solo passaggio, quello che maggiormente squalifica etica e professionalità del Revisore contabile del nostro Comune. Scrive a un certo punto «…appare pretestuoso contestare una scelta politica della prima ora del mandato, corrispondente ad una precisa volontà di un Sindaco eletto a larghissima maggioranza, il quale non può per ovvi motivi rappresentarne le ulteriori motivazioni. E ciò per dire che le decisioni politiche vanno rispettate e/o contrastate sul piano politico, solo raramente cercando di invalidare il procedimento che ha portato alla formazione degli atti» (il corsivo e il grassetto sono miei). Parole gravi e grevi. Mi viene un morso allo stomaco ogni volta che le leggo. In quelle parole non c'è nulla di politico, di tecnico, di diritto amministrativo, di contabilità pubblica, di controllo dei conti: in quelle righe si cela solo un atteggiamento codardo e irriverente. Ci vuole coraggio a studiare questa mossa di ricorrere al suggestivo tranello di mettere in gioco una Persona che non è più tra noi. E poi perchè? A che serve? Forse a far ricadere su di Essa la responsabilità (il merito dipende dai punti di vista) della scelta di vendere i beni del comune?

Mi fermo qui, riassumendo infine qualche considerazione più “tecnica”; e con molta difficoltà perché, di tecnico, c’è ben poco nel Verbale!
Il Verbale del Revisore è inconcludente: lascia intendere qualcosa…ma non entra mai “nel merito della legittima richiesta” di annullare il Verbale del Consiglio comunale in autotutela (come scrive di voler fare, a pag. 2).
Il Verbale del Revisore è indefinito e indefinibile: esiste o non esiste il Piano delle Alienazioni? Il Revisore ci gira attorno a questa questione e, non sapendo che pesci pigliare, non si pronuncia (pag. 3 del verbale).
Il Verbale del Revisore è aleatorio (cosa gravissima per un tecnico): riguardo all’opportunità di vendere, dice «… i beni si valutano soprattutto per quello che valgono oggi, non per quello che possono teoricamente valere un domani». Prosit! Voto: 2!
Ma, soprattutto, - e chiudo veramente – il Revisore non avrebbe dovuto permettersi di usare quel tono….di parlare di scelte politiche….Qui, la trasgressione è relativa al Codice deontologico professionale di Categoria…. Ce ne sono di violazioni, ce ne sono…. Eccome se ce ne sono…Vedremo come andrà a finire.

Buona giornata.

Ciao, Daniele.


PS
Sull'annullamento in autotutela, resto in attesa di una risposta da parte dei componenti il Consiglio comunale, organo supremo del Comune. Ripeto (vi supplico!): evitiamo di vendere beni del Comune e, piuttosto, riduciamo le spese! Per favore, proviamo a non restare nella storia come un'amministrazione incapace, che dovette "svendere il patrimonio" per andare avanti. Si può evitare. Come si possono anche sanare i conti del Comune: ma bisogna volerlo "veramente". Facciamolo insieme e nessuno ne pagherà le conseguenze o potrà accaparrarsi meriti: io ci sto, e non mi tirerò indietro. Ma c'è bisogno di un segnale del Gruppo Toro e del Gruppo Leali per Alife. Ma questo segnale diamolo presto: il tempo sta per scadere, per tutti.

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Adesso comincio seriamente a preoccuparmi.
Qui – aiutatemi a capire, per favore – c’è davvero qualcosa che non va, che non quadra.
Mi spiego: se anche chi è chiamato a svolgere un ruolo “tecnico” comincia a fare “politica” e a difendere l’indifendibile, significa che….stiamo alla frutta!!!!

Gli antefatti.
Il 7 maggio scorso ho presentato al Comune una Lettera in cui propongo di annullare “in autotutela” la contestata delibera del Consiglio Comunale del 30 aprile 2010 relativa alla vendita dei beni del Patrimonio pubblico. La Lettera è indirizzata al Sindaco F.F., a tutti i Consiglieri comunali, al Segretario comunale e al Revisore dei Conti.

Chi è il Revisore dei Conti di un Comune.
Questa premessa servirà successivamente a “capire” meglio le mie considerazioni.

In base a legge, dottrina e giurisprudenza l’organo di revisione contabile (che noi chiamiamo semplicemente Revisore dei conti) è un organo di controllo interno al Comune. Collabora con il Consiglio comunale – attenzione è scritto: Consiglio comunale!!!! – nella sua funzione di controllo e indirizzo dell’attività della Giunta – attenzione è scritto: funzione di controllo e indirizzo della Giunta!!!!

I fatti.
Il 14 maggio scorso ricevo una telefonata dal Comune che mi avverte che è lì giacente una lettera indirizzata a me. Mi reco al Comune (deve essere stato più o meno alle 12,30 – è l’ora di prendere mio figlio a scuola) e prendo il mio: è il Verbale n. 41/04 del 13.05.2010 del Revisore Unico dei Conti ad oggetto: chiarimenti in merito alla richiesta di annullamento in autotutela della delibera di Consiglio Comunale del 30 aprile 2010 di approvazione del bilancio di previsione 2010 da parte del Consigliere comunale del Gruppo “Vivi Alife”.


Il testo del “Verbale” lo trovate in altro post.

Le mie considerazioni.
In genere preferisco (e mi sforzo di) tenere un atteggiamento sempre educato con le persone con le quali, in qualunque misura e ragione, entro in contatto. Nel caso del Revisore unico del comune di Alife – Mauro Masullo – (al quale mi sento legato, affettivamente, da un’amicizia familiare e rispettosa di lungo corso, nonchè da un’amicizia sincera con il fratello dai tempi delle Elementari), sarò (più) schietto e (più) franco del solito.
Anticipo subito le mie conclusioni.

Il Verbale del Revisore Unico, nei miei riguardi, è rozzo ed offensivo. Inoltre, dal punto di vista dei rispettivi “ruoli” svolti (lui, Revisore del Comune, ed io, Consigliere comunale), il Verbale denota una prevaricazione di competenze: questo è un fatto gravissimo, perché il Revisore è andato oltre quello che è il suo ruolo (lui è un tecnico) e ha indossato i panni della difesa dell’amministrazione (il revisore non è un “politico”).
La “sgarbatezza” usata dal Revisore nel Verbale – e questo resterà agli atti del Comune di Alife a perenne ricordo per i nostri figli – mi frena dal commentarne i contenuti, passo per passo, come è mio solito fare (e spesso l’ho fatto anche con gli articoli di quotidiani).
Affido a ciascuno di Voi, perciò, il compito (e la curiosità) di andarsi a leggere il Verbale per tirare le personali conclusioni.
Mi soffermo su un solo passaggio, quello che maggiormente squalifica etica e professionalità del Revisore contabile del nostro Comune. Scrive a un certo punto «…appare pretestuoso contestare una scelta politica della prima ora del mandato, corrispondente ad una precisa volontà di un Sindaco eletto a larghissima maggioranza, il quale non può per ovvi motivi rappresentarne le ulteriori motivazioni. E ciò per dire che le decisioni politiche vanno rispettate e/o contrastate sul piano politico, solo raramente cercando di invalidare il procedimento che ha portato alla formazione degli atti» (il corsivo e il grassetto sono miei). Parole gravi e grevi. Mi viene un morso allo stomaco ogni volta che le leggo. In quelle parole non c'è nulla di politico, di tecnico, di diritto amministrativo, di contabilità pubblica, di controllo dei conti: in quelle righe si cela solo un atteggiamento codardo e irriverente. Ci vuole coraggio a studiare questa mossa di ricorrere al suggestivo tranello di mettere in gioco una Persona che non è più tra noi. E poi perchè? A che serve? Forse a far ricadere su di Essa la responsabilità (il merito dipende dai punti di vista) della scelta di vendere i beni del comune?

Mi fermo qui, riassumendo infine qualche considerazione più “tecnica”; e con molta difficoltà perché, di tecnico, c’è ben poco nel Verbale!
Il Verbale del Revisore è inconcludente: lascia intendere qualcosa…ma non entra mai “nel merito della legittima richiesta” di annullare il Verbale del Consiglio comunale in autotutela (come scrive di voler fare, a pag. 2).
Il Verbale del Revisore è indefinito e indefinibile: esiste o non esiste il Piano delle Alienazioni? Il Revisore ci gira attorno a questa questione e, non sapendo che pesci pigliare, non si pronuncia (pag. 3 del verbale).
Il Verbale del Revisore è aleatorio (cosa gravissima per un tecnico): riguardo all’opportunità di vendere, dice «… i beni si valutano soprattutto per quello che valgono oggi, non per quello che possono teoricamente valere un domani». Prosit! Voto: 2!
Ma, soprattutto, - e chiudo veramente – il Revisore non avrebbe dovuto permettersi di usare quel tono….di parlare di scelte politiche….Qui, la trasgressione è relativa al Codice deontologico professionale di Categoria…. Ce ne sono di violazioni, ce ne sono…. Eccome se ce ne sono…Vedremo come andrà a finire.

Buona giornata.

Ciao, Daniele.


PS
Sull'annullamento in autotutela, resto in attesa di una risposta da parte dei componenti il Consiglio comunale, organo supremo del Comune. Ripeto (vi supplico!): evitiamo di vendere beni del Comune e, piuttosto, riduciamo le spese! Per favore, proviamo a non restare nella storia come un'amministrazione incapace, che dovette "svendere il patrimonio" per andare avanti. Si può evitare. Come si possono anche sanare i conti del Comune: ma bisogna volerlo "veramente". Facciamolo insieme e nessuno ne pagherà le conseguenze o potrà accaparrarsi meriti: io ci sto, e non mi tirerò indietro. Ma c'è bisogno di un segnale del Gruppo Toro e del Gruppo Leali per Alife. Ma questo segnale diamolo presto: il tempo sta per scadere, per tutti.

Parla il Revisore dei Conti












Riporto il Verbale n. 41/04 del 13 maggio 2010 (protocollo Comune di Alife n. 5446/2010) con cui il Revisore unico dei conti ha fornito chiarimenti alla mia richiesta di annullamento in autotutela della Delibera del Consiglio Comunale sulla vendita dei beni pubblici.

Parla il Revisore dei Conti












Riporto il Verbale n. 41/04 del 13 maggio 2010 (protocollo Comune di Alife n. 5446/2010) con cui il Revisore unico dei conti ha fornito chiarimenti alla mia richiesta di annullamento in autotutela della Delibera del Consiglio Comunale sulla vendita dei beni pubblici.

venerdì 7 maggio 2010

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Per ancora una volta, torno a parlare della vendita del Patrimonio comunale. Lo faccio per informare che stamattina ho consegnato al protocollo del Comune una Lettera in cui faccio richiesta di procedere ad annullare “in autotutela” la contestata delibera del Consiglio Comunale del 30 aprile 2010.
L’autotutela è una possibilità che consente di auto-annullare un provvedimento da parte dello stesso ufficio o pubblica amministrazione che lo ha emesso. Nel nostro caso, dunque, chiedo al Consiglio comunale di annullare la Delibera sul Bilancio di previsione 2010 (e quindi anche la vendita dei beni immobili) che è stata votata il 30 aprile.
La Lettera è indirizzata al Signor Sindaco F.F., al Signor Segretario, al Signor Revisore dei Conti e ai Signori Consiglieri Comunali (a questi ultimi sto provvedendo personalmente a consegnarne copia).

Il mio augurio (lo stesso che mi sono fatto in Consiglio comunale) è che questa richiesta venga letta come un segnale di apertura alla collaborazione tra “tutti” i Gruppi del Consiglio comunale. Una collaborazione che serve specialmente su certe decisioni e nelle sorti che sono toccate a questa Amministrazione. Una collaborazione che serve cioè su quelle decisioni che vanno al di là dell’ordinaria amministrazione. E la vendita del patrimonio comunale non è certo un atto che si fa tutti i giorni o tutti gli anni: non è ordinaria, ma straordinaria amministrazione.
La mia richiesta dunque (mi rivolgo soprattutto ai colleghi Consiglieri) vi prego di non leggerla come un atto di ostruzionismo o un atteggiamento di mera opposizione.

La vendita dei beni immobili come è stata impostata nel Bilancio 2010 (mettiamo da parte gli aspetti tecnici e di legittimità) può essere facilmente eliminata e superata, trovando altrove quei 385 mila euro di ricavato: riducendo le spese, per esempio.
Il termine per approvare il bilancio è stato prorogato al 30 giugno (in altro post -
clicca qui per vedere - ho riportato il testo del decreto, per alcuni che ancora non ci credono!). Siamo in piena regola e stiamo nei termini. Non si corre il rischio, perciò, di alcun tipo di conseguenza gestionale, nemmeno dal punto di vista finanziario……..
Bastano 20 giorni (il tempo per convocare un nuovo Consiglio comunale) e tutto può essere messo a posto nel Bilancio 2010, togliendo questa benedetta Voce di vendita dei beni comunali.

Mi aspetto un accoglimento della richiesta (posso sperare?). Se ciò dovesse avvenire, se la richiesta cioè dovesse essere accolta, non sarà una vittoria di ViviAlife o di Daniele Cirioli: sarà un atto di responsabilità da parte di tutti i Consiglieri comunali.

Il Consiglio comunale è la “famiglia” di tutti alifani. Parafrasando questa metafora sul Bilancio 2010, è come se una “famiglia” avesse deciso di vendere alcuni beni (case, terreni, etc.) ereditati dai nonni e dagli avi. E’ così che ci comportiamo nelle nostre reali famiglie anagrafiche? Non è piuttosto vero il contrario e, infatti, cerchiamo di lasciare più “beni” ai nostri figli? E allora: perché sul Comune vogliamo prendere decisioni in maniera diversa da come le prendiamo nelle nostre famiglie?

Buona giornata.

Ciao, Daniele.

Ecco il testo della Lettera (protocollo n. 5190 del 7 maggio 2010).

Al Signor Sindaco F.F.
del Comune di Alife (CE)

Al Signor Segretario
del Comune di Alife (CE)

Al Signor Revisore dei Conti
del Comune di Alife (CE)

Ai Signori Consiglieri Comunali
del Comune di Alife (CE)

Oggetto: Richiesta annullamento in autotutela della Delibera del Consiglio Comunale del 30 aprile 2010 relativa al Bilancio di previsione per l’anno 2010


Il sottoscritto Daniele Cirioli, in qualità ed esercizio delle funzioni di Consigliere comunale del Comune di Alife, espone quanto segue.

In data 30 aprile u.s. si è tenuto Consiglio comunale per esame e approvazione del Bilancio di previsione dell’anno 2010, giusta la convocazione di cui alla nota protocollo n. 4572 del 22 aprile 2010 del Comune di Alife. Il Consiglio comunale ha deliberato di approvare il suddetto Bilancio con i voti favorevoli del Gruppo Toro per Alife e con i voti contrari del Gruppo ViviAlife e del Gruppo Leali per Alife.
Il sottoscritto è intervenuto durante la seduta per chiedere il rinvio della trattazione dell’argomento, ai sensi dell’articolo 43 (questione sospensiva) del vigente Regolamento del Consiglio comunale. I motivi della richiesta di rinvio – oltreché di carattere politico e sociale – riguardavano aspetti tecnici e di legittimità amministrativa della deliberazione che si andava ad approvare; motivi attinenti tutti, nello specifico, alla vendita di beni immobili del Comune. Eccoli nel dettaglio.

  1. Il sottoscritto rilevava l’incompleta predisposizione degli atti e dei documenti allegati al Bilancio, tra cui: il prospetto contenente le previsioni annuali e pluriennali di competenza mista degli aggregati rilevanti ai fini del patto di stabilità interno; la tabella dei parametri di riscontro della situazione di deficitarietà strutturale; la tabella dei parametri gestionali con andamento triennale; la Relazione previsionale e programmatica; il “Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari”.
    Quindi osservava che l’eventuale deliberazione (cosa di fatto poi avvenuta) poteva risultare inficiata di legittimità, in quanto la previsione del rispetto della documentazione da allegarsi al Bilancio di previsione è un adempimento inderogabile prescritto dal Testo unico degli enti locali (Tuel).
  2. Il sottoscritto faceva notare che la mancanza del “Piano delle alienazioni” era (e resta) capace di inficiare la voce di entrata del Bilancio di previsione registrata al Titolo IV per un importo pari a 385 mila euro, ragione per cui il Bilancio stesso non poteva essere approvato in quanto non in equilibrio (carenza del pareggio tra le entrate e le uscite finanziarie).
  3. Relativamente alla Deliberazione della Giunta comunale n. 28 del 1° aprile 2010 – compresa tra la documentazione allegata al Bilancio di previsione per il 2010 – il sottoscritto rilevava come la stessa approvasse una «“bozza” di Regolamento per l’alienazione del patrimonio immobiliare» e una «“bozza” di Elenco ricognitivo dei beni suscettibili di essere inseriti nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari allegato al Bilancio di previsione 2010». Quindi osservava che la predetta Delibera confermasse l’assenza, tra la documentazione allegata al Bilancio di previsione, del Piano delle alienazioni e delle valorizzazioni. Ciò sulla base del fatto che la Delibera in questione approva soltanto una “bozza di elenco di beni immobili” che possono essere inseriti nel Piano di alienazioni, ossia dà atto della decisione della Giunta comunale di voler vendere beni immobili comunali ed individua pure quei beni che possono essere venduti o valorizzati. Tuttavia, per poter effettivamente essere venduti o valorizzati, era (e resta) necessario altresì che i beni individuati dall’elenco elaborato dalla Giunta comunale vengano inseriti in uno specifico “Piano delle alienazioni” da allegare al Bilancio di previsione (nel Piano delle alienazioni – non allegato al Bilancio di previsione – possono finirci tutti, uno, più di uno o nessuno dei beni immobili individuati dalla Giunta comunale).
  4. Sempre in riferimento alla Delibera della Giunta comunale n. 28 il sottoscritto sollevava inoltre un’eccezione di incompetenza per il Consiglio comunale. La predetta Delibera approva due atti: una «bozza di Regolamento per l’alienazione del patrimonio immobiliare» e una «bozza di Elenco ricognitivo dei beni suscettibili di essere inseriti nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari». Il sottoscritto sollevava eccezione di incompetenza relativamente all’“Elenco ricognitivo”, in quanto a norma del Tuel (e dell’articolo 58 del dl n. 112/2008), il Consiglio comunale ha competenza solo ed esclusivamente sulla “regolamentazione” della vendita dei beni immobili comunali; sull’individuazione specifica dei beni immobili da vendere, invece, la competenza è esclusivamente della Giunta comunale.
  5. Il sottoscritto, mediante ricorso ad alcune domande, rilevava ulteriori carenze in ordine alla procedura (e decisione) di vendita dei beni immobili comunali. In particolare, notando che queste informazioni non erano presenti nella Relazione, chiedeva: 1) se la Giunta comunale, nel momento di individuare i beni immobili da vendere (Delibera n. 28/2010), avesse esperito tutte le procedure di valutazione circa la convenienza ed opportunità della dismissione; 2) se la Giunta comunale, nel momento di individuare i beni immobili da vendere (Delibera n. 28/2010), avesse esplicitato le ragioni di tale scelta; 3) se la Giunta comunale, nel momento di individuare i beni immobili da vendere (Delibera n. 28/2010), avesse individuato l’impiego delle risorse finanziarie ricavate dalla dismissione del patrimonio comunale.

Il sottoscritto ritiene che i predetti motivi siano sufficienti per invalidare la Delibera del Consiglio comunale del 30 aprile 2010. Sulla base di tanto, quindi, chiede di procedere all’annullamento in autotutela. Fa presente altresì che, essendo stato ulteriormente prorogato il termine di approvazione del Bilancio di previsione per il 2010 al prossimo 30 giugno, ci sarebbe a disposizione il tempo utile per annullare la Delibera e per ripresentarla in Consiglio comunale, nel pieno rispetto dei termini di Legge, tenendo conto delle osservazioni suindicate.

Il sottoscritto, infine, si dichiara a disposizione per ogni ulteriore chiarimento, riservandosi in ogni caso la facoltà di adire gli Organi superiori utilizzando gli strumenti giuridici messi a disposizione dal vigente ordinamento.

Sicuro di una pronta accoglienza della presente, porge molti distinti saluti.

Alife lì, 7 maggio 2010

Good morning, Alife

Amici miei, vicini e lontani: buongiorno!

Per ancora una volta, torno a parlare della vendita del Patrimonio comunale. Lo faccio per informare che stamattina ho consegnato al protocollo del Comune una Lettera in cui faccio richiesta di procedere ad annullare “in autotutela” la contestata delibera del Consiglio Comunale del 30 aprile 2010.
L’autotutela è una possibilità che consente di auto-annullare un provvedimento da parte dello stesso ufficio o pubblica amministrazione che lo ha emesso. Nel nostro caso, dunque, chiedo al Consiglio comunale di annullare la Delibera sul Bilancio di previsione 2010 (e quindi anche la vendita dei beni immobili) che è stata votata il 30 aprile.
La Lettera è indirizzata al Signor Sindaco F.F., al Signor Segretario, al Signor Revisore dei Conti e ai Signori Consiglieri Comunali (a questi ultimi sto provvedendo personalmente a consegnarne copia).

Il mio augurio (lo stesso che mi sono fatto in Consiglio comunale) è che questa richiesta venga letta come un segnale di apertura alla collaborazione tra “tutti” i Gruppi del Consiglio comunale. Una collaborazione che serve specialmente su certe decisioni e nelle sorti che sono toccate a questa Amministrazione. Una collaborazione che serve cioè su quelle decisioni che vanno al di là dell’ordinaria amministrazione. E la vendita del patrimonio comunale non è certo un atto che si fa tutti i giorni o tutti gli anni: non è ordinaria, ma straordinaria amministrazione.
La mia richiesta dunque (mi rivolgo soprattutto ai colleghi Consiglieri) vi prego di non leggerla come un atto di ostruzionismo o un atteggiamento di mera opposizione.

La vendita dei beni immobili come è stata impostata nel Bilancio 2010 (mettiamo da parte gli aspetti tecnici e di legittimità) può essere facilmente eliminata e superata, trovando altrove quei 385 mila euro di ricavato: riducendo le spese, per esempio.
Il termine per approvare il bilancio è stato prorogato al 30 giugno (in altro post -
clicca qui per vedere - ho riportato il testo del decreto, per alcuni che ancora non ci credono!). Siamo in piena regola e stiamo nei termini. Non si corre il rischio, perciò, di alcun tipo di conseguenza gestionale, nemmeno dal punto di vista finanziario……..
Bastano 20 giorni (il tempo per convocare un nuovo Consiglio comunale) e tutto può essere messo a posto nel Bilancio 2010, togliendo questa benedetta Voce di vendita dei beni comunali.

Mi aspetto un accoglimento della richiesta (posso sperare?). Se ciò dovesse avvenire, se la richiesta cioè dovesse essere accolta, non sarà una vittoria di ViviAlife o di Daniele Cirioli: sarà un atto di responsabilità da parte di tutti i Consiglieri comunali.

Il Consiglio comunale è la “famiglia” di tutti alifani. Parafrasando questa metafora sul Bilancio 2010, è come se una “famiglia” avesse deciso di vendere alcuni beni (case, terreni, etc.) ereditati dai nonni e dagli avi. E’ così che ci comportiamo nelle nostre reali famiglie anagrafiche? Non è piuttosto vero il contrario e, infatti, cerchiamo di lasciare più “beni” ai nostri figli? E allora: perché sul Comune vogliamo prendere decisioni in maniera diversa da come le prendiamo nelle nostre famiglie?

Buona giornata.

Ciao, Daniele.

Ecco il testo della Lettera (protocollo n. 5190 del 7 maggio 2010).

Al Signor Sindaco F.F.
del Comune di Alife (CE)

Al Signor Segretario
del Comune di Alife (CE)

Al Signor Revisore dei Conti
del Comune di Alife (CE)

Ai Signori Consiglieri Comunali
del Comune di Alife (CE)

Oggetto: Richiesta annullamento in autotutela della Delibera del Consiglio Comunale del 30 aprile 2010 relativa al Bilancio di previsione per l’anno 2010


Il sottoscritto Daniele Cirioli, in qualità ed esercizio delle funzioni di Consigliere comunale del Comune di Alife, espone quanto segue.

In data 30 aprile u.s. si è tenuto Consiglio comunale per esame e approvazione del Bilancio di previsione dell’anno 2010, giusta la convocazione di cui alla nota protocollo n. 4572 del 22 aprile 2010 del Comune di Alife. Il Consiglio comunale ha deliberato di approvare il suddetto Bilancio con i voti favorevoli del Gruppo Toro per Alife e con i voti contrari del Gruppo ViviAlife e del Gruppo Leali per Alife.
Il sottoscritto è intervenuto durante la seduta per chiedere il rinvio della trattazione dell’argomento, ai sensi dell’articolo 43 (questione sospensiva) del vigente Regolamento del Consiglio comunale. I motivi della richiesta di rinvio – oltreché di carattere politico e sociale – riguardavano aspetti tecnici e di legittimità amministrativa della deliberazione che si andava ad approvare; motivi attinenti tutti, nello specifico, alla vendita di beni immobili del Comune. Eccoli nel dettaglio.

  1. Il sottoscritto rilevava l’incompleta predisposizione degli atti e dei documenti allegati al Bilancio, tra cui: il prospetto contenente le previsioni annuali e pluriennali di competenza mista degli aggregati rilevanti ai fini del patto di stabilità interno; la tabella dei parametri di riscontro della situazione di deficitarietà strutturale; la tabella dei parametri gestionali con andamento triennale; la Relazione previsionale e programmatica; il “Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari”.
    Quindi osservava che l’eventuale deliberazione (cosa di fatto poi avvenuta) poteva risultare inficiata di legittimità, in quanto la previsione del rispetto della documentazione da allegarsi al Bilancio di previsione è un adempimento inderogabile prescritto dal Testo unico degli enti locali (Tuel).
  2. Il sottoscritto faceva notare che la mancanza del “Piano delle alienazioni” era (e resta) capace di inficiare la voce di entrata del Bilancio di previsione registrata al Titolo IV per un importo pari a 385 mila euro, ragione per cui il Bilancio stesso non poteva essere approvato in quanto non in equilibrio (carenza del pareggio tra le entrate e le uscite finanziarie).
  3. Relativamente alla Deliberazione della Giunta comunale n. 28 del 1° aprile 2010 – compresa tra la documentazione allegata al Bilancio di previsione per il 2010 – il sottoscritto rilevava come la stessa approvasse una «“bozza” di Regolamento per l’alienazione del patrimonio immobiliare» e una «“bozza” di Elenco ricognitivo dei beni suscettibili di essere inseriti nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari allegato al Bilancio di previsione 2010». Quindi osservava che la predetta Delibera confermasse l’assenza, tra la documentazione allegata al Bilancio di previsione, del Piano delle alienazioni e delle valorizzazioni. Ciò sulla base del fatto che la Delibera in questione approva soltanto una “bozza di elenco di beni immobili” che possono essere inseriti nel Piano di alienazioni, ossia dà atto della decisione della Giunta comunale di voler vendere beni immobili comunali ed individua pure quei beni che possono essere venduti o valorizzati. Tuttavia, per poter effettivamente essere venduti o valorizzati, era (e resta) necessario altresì che i beni individuati dall’elenco elaborato dalla Giunta comunale vengano inseriti in uno specifico “Piano delle alienazioni” da allegare al Bilancio di previsione (nel Piano delle alienazioni – non allegato al Bilancio di previsione – possono finirci tutti, uno, più di uno o nessuno dei beni immobili individuati dalla Giunta comunale).
  4. Sempre in riferimento alla Delibera della Giunta comunale n. 28 il sottoscritto sollevava inoltre un’eccezione di incompetenza per il Consiglio comunale. La predetta Delibera approva due atti: una «bozza di Regolamento per l’alienazione del patrimonio immobiliare» e una «bozza di Elenco ricognitivo dei beni suscettibili di essere inseriti nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari». Il sottoscritto sollevava eccezione di incompetenza relativamente all’“Elenco ricognitivo”, in quanto a norma del Tuel (e dell’articolo 58 del dl n. 112/2008), il Consiglio comunale ha competenza solo ed esclusivamente sulla “regolamentazione” della vendita dei beni immobili comunali; sull’individuazione specifica dei beni immobili da vendere, invece, la competenza è esclusivamente della Giunta comunale.
  5. Il sottoscritto, mediante ricorso ad alcune domande, rilevava ulteriori carenze in ordine alla procedura (e decisione) di vendita dei beni immobili comunali. In particolare, notando che queste informazioni non erano presenti nella Relazione, chiedeva: 1) se la Giunta comunale, nel momento di individuare i beni immobili da vendere (Delibera n. 28/2010), avesse esperito tutte le procedure di valutazione circa la convenienza ed opportunità della dismissione; 2) se la Giunta comunale, nel momento di individuare i beni immobili da vendere (Delibera n. 28/2010), avesse esplicitato le ragioni di tale scelta; 3) se la Giunta comunale, nel momento di individuare i beni immobili da vendere (Delibera n. 28/2010), avesse individuato l’impiego delle risorse finanziarie ricavate dalla dismissione del patrimonio comunale.

Il sottoscritto ritiene che i predetti motivi siano sufficienti per invalidare la Delibera del Consiglio comunale del 30 aprile 2010. Sulla base di tanto, quindi, chiede di procedere all’annullamento in autotutela. Fa presente altresì che, essendo stato ulteriormente prorogato il termine di approvazione del Bilancio di previsione per il 2010 al prossimo 30 giugno, ci sarebbe a disposizione il tempo utile per annullare la Delibera e per ripresentarla in Consiglio comunale, nel pieno rispetto dei termini di Legge, tenendo conto delle osservazioni suindicate.

Il sottoscritto, infine, si dichiara a disposizione per ogni ulteriore chiarimento, riservandosi in ogni caso la facoltà di adire gli Organi superiori utilizzando gli strumenti giuridici messi a disposizione dal vigente ordinamento.

Sicuro di una pronta accoglienza della presente, porge molti distinti saluti.

Alife lì, 7 maggio 2010